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ASI MotoShow 2026

L'ASI MotoShow 2026 trasforma la passione per le due ruote in un viaggio nel tempo: un museo in movimento con moto d'epoca che sfilano in pista, regalando emozioni da GP.

ASI MotoShow 2026

ASI MotoShow 2026: quando la storia del motociclismo prende vita in pista

C’è un evento in Italia che riesce a trasformare la passione per le due ruote in un vero e proprio viaggio nel tempo. Parliamo dell’ASI MotoShow 2026, un appuntamento che, come riportato da moto.it, si presenta con una formula tanto semplice quanto geniale: quella del “museo in movimento”. Non è una gara, non ci sono cronometri o podi, eppure, come sottolinea la fonte, la tensione emotiva che si respira è paragonabile a quella di un Gran Premio. Vedere una “sottocanna” del 1910 o una 125 degli anni ’90 affrontare la celebre curva del Ferro di Cavallo è un’esperienza che nessuna enciclopedia può restituire.

Un tributo ai 100 anni di Ducati e il ritorno delle giapponesi

Il piatto forte di questa edizione è senza dubbio il tributo ai 100 anni di Ducati. Secondo quanto diffuso da moto.it, direttamente dal Museo di Borgo Panigale arriveranno in pista alcuni dei pezzi che hanno scritto le pagine più gloriose del motociclismo. Per i ducatisti, e non solo, vedere quelle Rosse nel loro habitat naturale – l’asfalto della pista – rappresenta il miglior regalo che l’ASI potesse fare agli appassionati.

Ma non c’è solo il tricolore. La notizia che fa rumore è la partecipazione ufficiale di Honda e Yamaha. Un segnale forte, che dimostra come il valore del passato sia fondamentale anche per i colossi che oggi dominano il mercato mondiale. Per il pubblico italiano, abituato a vedere questi marchi protagonisti in Superbike e MotoGP, sarà un’occasione unica per ammirare da vicino l’evoluzione tecnica delle moto giapponesi, in un contesto che unisce storia e spettacolo.

Un programma che è una cavalcata nel tempo

L’ASI MotoShow 2026 si sviluppa con un programma che divide le moto per epoche storiche. Si parte dalle Antique Veteran (pre-1918), che sembrano più biciclette a motore che vere motociclette, per arrivare fino alle Modern (fino al 2005). Un arco temporale che permette di osservare l’evoluzione ciclistica “dal vivo”: passare in pochi minuti dalla forcella a parallelogramma agli steli rovesciati delle SBK degli anni ’90 è un’esperienza che fa capire quanto ingegno e fatica siano serviti per arrivare alle meraviglie tecnologiche di oggi.

E poi ci sono loro, i protagonisti di ieri. La “vecchia guardia” sarà rappresentata da leggende come Lazzarini, Bianchi, Lavado e Roche. Vederli sfilare nelle parate di sabato (ore 17.00) e domenica (ore 13.30) non è solo uno spettacolo, ma un tributo a chi ha rischiato tutto su mezzi che, confrontati con le MotoGP odierne, sembrano navicelle spaziali fatte di spago e coraggio.

Un evento gratuito per tutti

L’ASI ha scelto di mantenere l’ingresso gratuito per il pubblico, una decisione che condividiamo appieno. In un’epoca in cui la passione per le due ruote rischia di diventare sempre più elitaria, eventi come questo dimostrano che la cultura motociclistica deve essere accessibile a tutti. Che siate collezionisti giapponesi, americani o semplici meccanici di provincia, all’ASI MotoShow ci si ritrova uniti dallo stesso “morbo”: l’amore per la moto.

Per i motociclisti italiani, questo evento rappresenta anche un’occasione per riflettere su come la normativa europea stia cambiando il rapporto con i veicoli storici. Mentre Bruxelles stringe le maglie sulle omologazioni e sull’accesso ai centri urbani per i mezzi più datati, manifestazioni come l’ASI MotoShow ricordano che il patrimonio motociclistico non è solo un ricordo da museo, ma una tradizione viva che merita di essere celebrata e tutelata.

Fonte originale

https://www.moto.it/news/asi-motoshow-2026.html
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