La maxi boxer da 2.000 cm³ si mostra su Instagram: il presidente BMW Motorrad non ha più segreti
Quando il numero uno di un’azienda come BMW Motorrad pubblica una foto sul proprio profilo Instagram, non lo fa mai per caso. E il 7 maggio scorso, Markus Flasch – alla guida della divisione motociclistica del marchio bavarese dal novembre 2023 – ha postato uno scatto che ha immediatamente fatto il giro della rete: sei roadster nero opaco schierate come soldatini, con una didascalia che suona come un vero e proprio annuncio. “Now we are torquing”, ha scritto Flasch, un gioco di parole intraducibile tra “torque” (coppia) e “talking” (parlare). Il messaggio, per chi mastica il linguaggio delle due ruote, è chiarissimo: si fa sul serio.
Secondo quanto diffuso da Insella, a togliere ogni dubbio ci pensano i dettagli tecnici visibili negli scatti. I coperchi delle teste lucidati, il faro anteriore ad anello LED perfettamente tondo, il display TFT, il cardano completamente a vista e le sospensioni Öhlins agli estremi: tutto riconduce senza ombra di dubbio al concept R20, svelato al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nel maggio del 2024. Solo che, questa volta, non siamo più di fronte a un esercizio di stile. Quelle sei moto sono muletti in fase di sviluppo avanzato, pronti a trasformare un sogno in realtà produttiva.
Dal lago di Como alla concessionaria: la strategia dietro la R20
La filosofia progettuale, a giudicare dalle immagini filtrate dai social, rimane fedele al concept originale. L’enorme Big Boxer raffreddato ad aria e olio, portato a 2.000 cm³, resta il cuore pulsante attorno a cui ruota l’intero progetto. Una scelta che si inserisce in una strategia ben precisa, più volte raccontata da Flasch stesso: trasferire la formula vincente della R nineT in una classe di cilindrata superiore, offrendo al maxi-boxer una collocazione diversa rispetto alla famiglia R 18.
Le cruiser R 18, pensate soprattutto per il mercato nordamericano, non hanno sfondato come ci si aspettava. La R20, invece, punta a riportare il bicilindrico contrapposto da due litri in un contesto più europeo, meno “Pacific Coast Highway” e più “Strada del Passo dello Stelvio”. Detto senza giri di parole: una maxi roadster dal carattere tedesco, fatta per chi ama la coppia ai bassi e la guida sportiva su asfalto, non per chi cerca una crociera da lunga distanza. La strategia, peraltro, è la stessa già rodata con le piattaforme R 12 e R 18: una base unica per sviluppare una famiglia di modelli, non un singolo pezzo da collezione.
Quando la vedremo? Gli indizi non lasciano dubbi
Sulla data ufficiale di presentazione, BMW Motorrad non si è ancora sbottonata ufficialmente. Ma due indizi, come riportato dalla fonte originale, pesano come macigni. Il primo: il marchio R20 risulta depositato fin dall’ottobre del 2024 sia all’ufficio brevetti tedesco che a quello americano. Il secondo: con sei muletti già in circolazione per i test su strada, è difficile immaginare che la presentazione possa slittare oltre EICMA di novembre.
Per i motociclisti italiani, la notizia è di quelle che fanno tremare i polsi. La R20, con la sua cilindrata imponente e l’impostazione roadster, si candida a diventare una delle proposte più interessanti per chi cerca una moto dal carattere unico, in grado di coniugare la tradizione del boxer BMW con un look moderno e aggressivo. In un mercato europeo sempre più attento alle emissioni e alle normative, un motore raffreddato ad aria e olio da 2.000 cm³ rappresenta una scelta coraggiosa, quasi controcorrente, che potrebbe fare la differenza in termini di sound e personalità.
Non resta che attendere i prossimi mesi. Con il CEO che si diverte a fare spoiler su Instagram, il countdown per la R20 è ufficialmente iniziato. E se il destino della maxi boxer è già scritto, noi siamo pronti a seguirlo fino in concessionaria.
