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HJC i80 Review: Modular Adventure Motorcycle Helmet

HJC i80: il modulare adventure che non ti aspetti, a un prezzo sorprendente. Un casco polivalente per touring e fuoristrada, testato da Ultimate Motorcycling.

HJC i80 Review: Modular Adventure Motorcycle Helmet

HJC i80: il modulare adventure che non ti aspetti, a un prezzo sorprendente

Il mondo dei caschi modulari è da tempo un crocevia di esigenze: chi cerca un prodotto polivalente, adatto sia ai lunghi trasferimenti autostradali che alle incursioni fuoristrada, spesso si scontra con prezzi proibitivi. HJC, colosso sudcoreano con una solida tradizione nel settore, prova a colmare questo gap con l’i80, un casco che, a una prima occhiata, sembra voler unire il comfort touring alla versatilità adventure. Secondo quanto diffuso da Ultimate Motorcycling, che lo ha testato per diverse giornate di guida da dieci ore ciascuna, l’i80 mantiene le promesse, posizionandosi come un’opzione concreta per il motociclista che non vuole scendere a compromessi sulla dotazione, ma senza svenarsi.

Costruzione e vestibilità: un guscio che funziona

Il cuore dell’HJC i80 è un guscio in policarbonato composito, una scelta tecnica che garantisce un buon rapporto tra resistenza e leggerezza, senza far lievitare il prezzo. La calotta è disponibile in tre taglie per coprire sei misure di testa (dalla XS alla 2XL), ma attenzione: a partire dall’estate 2026, HJC introdurrà una quarta calotta per migliorare ulteriormente l’adattabilità. Per il rider italiano, abituato a percorrere chilometri su strade tortuose e autostrade, questa è una notizia rilevante: una calotta proporzionata alla taglia riduce l’effetto vela e migliora il comfort aerodinamico.

La mentoniera, azionata da un meccanismo metallico a leva, si apre e si chiude con un click secco e rassicurante. Durante la marcia, non si avverte flessione, vibrazioni o rumore anomalo, segno che l’accoppiamento è solido. Il campo visivo è ampio, con un’ottima visione periferica, un dettaglio fondamentale per chi affronta il traffico cittadino o i tornanti di montagna. La vestibilità, testata su una testa di forma “Intermediate Oval”, è risultata confortevole anche dopo intere giornate in sella, un punto a favore per chi programma viaggi lunghi.

Visiera parasole e becco: gestione pratica, ma con qualche limite

Uno dei punti di forza dell’i80 è la doppia visiera: quella esterna, trasparente, e quella interna a scomparsa, azionata da un cursore laterale. Il sistema funziona bene in condizioni di luce intensa, ma il test ha evidenziato un piccolo neo: dopo aver seguito due moto su strade sterrate polverose, la visiera interna ha iniziato a incepparsi sul lato destro. Il problema, risolto dopo una ventina di manovre di apertura e chiusura, sembra legato all’accumulo di sporco nelle guide. Un aspetto da tenere a mente per chi ama le escursioni su fondi non asfaltati, molto comuni anche sulle nostre Alpi e Appennini.

Il becco parasole, invece, è rimovibile ma non regolabile in inclinazione. È progettato per riparare dal sole senza creare resistenza aerodinamica: a velocità autostradali non solleva né sbatte, e non affatica il collo durante i controlli di corsia. Tuttavia, la sua rimozione richiede attenzione: le viti sono coperte da inserti di plastica che, dopo pochi smontaggi, tendono a deformarsi. HJC offre una sostituzione gratuita dei copriviti per una volta, ma il consiglio è di trattare questa operazione come un intervento da fare con calma, magari su un tavolo da cucina, per non perdere i piccoli componenti. Non è un casco da configurare ogni giorno, ma per chi imposta una volta la propria preferenza (con o senza becco), la scelta è valida.

Ventilazione, rumore e predisposizione per interfono

La ventilazione è uno dei punti forti di questo modello. Le prese d’aria sul mento e sulla calotta superiore sono facili da azionare anche con i guanti e convogliano l’aria in modo diretto ed efficace. Il test è partito con una temperatura di 3°C, e il flusso d’aria è risultato potente sia sul viso che sullo scalpo. Per le giornate umide o piovose, HJC include un Pinlock di serie, un accessorio essenziale per evitare l’appannamento della visiera, soprattutto in primavera e autunno sulle nostre strade.

Per chi utilizza sistemi di comunicazione, l’i80 è ben predisposto. La zona di montaggio per le slitte è chiaramente contrassegnata da un’etichetta rossa, e i tagli nel pannello della guancia sinistra permettono di far passare i cavi del microfono e degli altoparlanti. Le tasche per i speaker sono generose e non comprimono le orecchie, un dettaglio che fa la differenza durante le lunghe tappe in sella.

Prezzo e disponibilità: un’opzione concreta per il mercato italiano

L’HJC i80 arriva sul mercato con un prezzo di partenza di circa 300 dollari per le tinte unite, che salgono a 340 per le versioni con grafiche. Considerando l’attuale cambio e le tasse di importazione, il posizionamento in Italia dovrebbe rimanere competitivo, probabilmente sotto i 350 euro, un prezzo interessante per un modulare con queste caratteristiche. La garanzia è di tre anni, un segnale di fiducia da parte del produttore.

In un panorama dove i caschi adventure modulari di fascia media scarseggiano, l’i80 si candida come una scelta intelligente per chi cerca un prodotto completo senza eccedere nel budget. Certo, non è un casco da enduro puro, e il meccanismo della visiera parasole può soffrire la polvere, ma per l’uso misto strada e sterrato leggero, rappresenta un’opzione più che valida. Se siete tra quelli che passano il weekend tra asfalto e strade bianche, l’i80 merita un posto nella vostra lista.

Fonte originale

https://ultimatemotorcycling.com/2026/05/04/hjc-i80-review-modular-adventure-motorcycle-helmet/
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