Royal Enfield Himalayan 750: il collaudatore in piedi svela le doti offroad della crossover indiana
Le foto spia di una moto in fase di sviluppo raccontano sempre qualcosa, ma certi scatti pesano più di altri. È il caso delle ultime immagini della nuova Royal Enfield Himalayan 750, che hanno fatto il giro della rete nelle scorse settimane. Il particolare che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori? Il collaudatore immortalato mentre guida in piedi sulle pedane, una postura che per una crossover a vocazione turistica e avventuriera è tutto fuorché un dettaglio trascurabile.
Secondo quanto diffuso da Insella.it, che ha pubblicato le immagini, la posizione in piedi sulla futura ammiraglia di casa Royal Enfield appare sorprendentemente naturale. Le pedane sembrano leggermente arretrate, un compromesso studiato per coniugare l’impostazione da guida sportiva con il comfort da granturismo. Il manubrio, dal canto suo, permette alle braccia del pilota di arrivare senza sforzi eccessivi, e la postura risulta equilibrata anche per un collaudatore evidentemente più alto della media indiana. Un aspetto non secondario, per una moto che dovrà giocarsi le sue carte sul mercato globale, Italia compresa.
Project R2G: cosa sappiamo del bicilindrico da 750
In casa Royal Enfield il progetto è noto con il nome in codice "R2G" e rappresenta la moto di maggior cilindrata mai costruita dalla casa di Madras. Il cuore pulsante sarà un nuovo bicilindrico parallelo da 750 cm³, derivato dal collaudato 648 cm³ che equipaggia Interceptor e Continental GT. Per dare un termine di paragone, l’attuale 650 eroga 47 CV e 52 Nm, numeri che sulla Bear 650 salgono a 56,5 Nm di coppia. Per la nuova 750, le indiscrezioni raccolte da Insella.it parlano di una potenza compresa tra 55 e 60 CV e di una coppia massima tra 60 e 65 Nm. Il cambio a sei rapporti sarà rivisto per gestire il peso extra e la vocazione turistica della moto.
Per chi in Italia affronta regolarmente i tornanti alpini o i lunghi trasferimenti autostradali, questi numeri rappresentano un salto di qualità rispetto alla gamma attuale. La Himalayan 750 non sarà una semplice evoluzione, ma un salto generazionale vero e proprio, pensato per competere con le medie cilindrate europee e giapponesi.
Ciclistica da vera globetrotter
Se il motore è importante, la ciclistica vista sui muletto da collaudo lascia intendere che Royal Enfield ha alzato l’asticella in modo deciso. La forcella è a steli rovesciati, completamente regolabile, così come il mono ammortizzatore posteriore, che offre la regolazione del precarico. L’impianto frenante si affida a doppio disco con pinze Bybre, mentre le ruote a raggi da 19 pollici all’anteriore e 17 al posteriore confermano l’impostazione adventure.
Il muletto, nelle ultime uscite, si è fatto vedere anche con borse laterali ben integrate, disegnate intorno allo scarico in posizione alta, e con una grata di protezione sul faro. Dettagli che, secondo Insella.it, indicano un prodotto ormai prossimo alla produzione di serie. Sul fronte tecnologico, la nuova Himalayan 750 monterà il cruscotto TFT di nuova generazione con navigazione Google Maps e gestione audio integrate, mentre l’illuminazione sarà full LED.
Per la presentazione ufficiale, l’appuntamento più probabile è EICMA di novembre, con il lancio commerciale che dovrebbe partire dal mercato globale per poi arrivare in India. Per i motociclisti italiani, abituati a valutare con attenzione il rapporto qualità-prezzo, la Himalayan 750 potrebbe rappresentare una proposta interessante nel segmento delle crossover di media cilindrata, un mercato in crescita anche grazie alla diffusione delle normative Euro5+ che spingono i costruttori a rinnovare le gamme.
