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Tre motori sono meglio di uno? Yamaha ci crede

Yamaha accelera sullo sviluppo dei veicoli ibridi con i nuovi brevetti della Proto HEV. Un ritorno strategico alla propulsione HEV per ottimizzare emissioni e prestazioni.

Tre motori sono meglio di uno? Yamaha ci crede

Yamaha ha ripreso a tappe forzate lo sviluppo di veicoli a propulsione ibrida, depositando nuovi brevetti che svelano l'architettura complessa della sua Proto HEV. Questa mossa segna il ritorno ufficiale del colosso giapponese su un terreno esplorato prima della crisi economica del 2008, quando i budget di ricerca erano stati drasticamente tagliati. Per il motociclista italiano, questa evoluzione rappresenta un passo cruciale verso una mobilità che non rinuncia alle prestazioni ma ottimizza drasticamente le emissioni e l'efficienza. Dalle informazioni pubblicate su Insella.it emerge che la strategia di Yamaha non punta a un semplice supporto elettrico, ma a una vera e propria sinergia tra tre diverse unità motori.

Yamaha Proto HEV: come funziona il sistema a tre motori

Il cuore tecnologico della Proto HEV risiede in un sistema ibrido serie-parallelo che combina un motore a combustione interna e due motori elettrici. La configurazione è studiata per offrire una flessibilità estrema nella gestione della potenza. Il primo motore elettrico è posizionato nella parte posteriore, integrato nel gruppo forcellone-trasmissione. Questo propulsore attinge energia da un pacco batterie di grandi dimensioni collocato tra le gambe del pilota e agisce direttamente sulla ruota posteriore. In questa modalità, il veicolo può viaggiare in modo completamente elettrico, spegnendo il motore termico e collegandosi alla trasmissione CVT tramite una frizione elettromagnetica. Il sistema recupera inoltre energia durante le decelerazioni.

Il secondo motore elettrico è invece installato direttamente sull'albero motore. Questa unità svolge un doppio ruolo: fornisce forza motrice e agisce come generatore. Quando la carica della batteria scende sotto una soglia critica, la frizione elettromagnetica disinnesta il propulsore a benzina dal cambio CVT. Il motore termico lavora così a regime costante per ricaricare le batterie senza muovere il veicolo. Se il conducente richiede più potenza, la frizione si innesta automaticamente, collegando il motore a combustione alla ruota posteriore. In questa fase, il veicolo opera in modalità ibrida parallela, continuando a caricare la batteria e attivando, se necessario, anche il motore posteriore. Per chi cerca il massimo delle prestazioni, Yamaha ha previsto una modalità "boost" che permette a tutti e tre i motori di spingere contemporaneamente.

L'integrazione della propulsione ibrida Yamaha negli scooter

L'integrazione della propulsione ibrida Yamaha negli scooter

I nuovi brevetti depositati si concentrano su due aspetti fondamentali per rendere la tecnologia applicabile a modelli di serie. Il primo riguarda la gestione elettronica: un computer di bordo coordina i passaggi tra le diverse modalità di trazione e rigenerazione. Il sistema controlla millimetricamente la posizione dell'acceleratore del motore termico e l'innesto della frizione per garantire che la transizione tra elettrico e ibrido sia fluida e impercettibile per il conducente.

Il secondo punto focale dei brevetti riguarda l'implementazione della propulsione ibrida Yamaha in uno scooter dall'aspetto convenzionale. Integrare tre motori, un pacco batterie voluminoso e una trasmissione CVT in un telaio compatto presenta sfide ingegneristiche notevoli. Yamaha sta quindi studiando come alloggiare tutti questi componenti senza stravolgere l'ergonomia e l'estetica tipica dei mezzi urbani, cercando un equilibrio tra densità energetica e spazio a disposizione.

Questa strategia dimostra che Yamaha non intende limitarsi a soluzioni di nicchia, ma vuole portare la complessità della Proto HEV in prodotti concreti e commercializzabili. L'integrazione di un sistema così sofisticato potrebbe cambiare radicalmente il concetto di scooter, rendendolo un veicolo capace di spaziare tra l'efficienza totale del full-electric e la spinta brutale di un sistema a tre motori. Restate aggiornati su MotoPaddock per scoprire ogni nuovo dettaglio sull'evoluzione della propulsione ibrida Yamaha.

Fonte originale

https://www.insella.it/news/tre-motori-sono-meglio-di-uno-yamaha-ci-crede-76863
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