La Cina sbarca al TT: CFMOTO porta la 675SR-R nella nuova categoria Sportbike
Il Tourist Trophy si prepara ad accogliere un nuovo protagonista. Come riportato da Motoblog, CFMOTO ha ufficializzato la sua partecipazione all’edizione 2026 del TT, schierando la 675SR-R nella neonata categoria Sportbike. Una mossa che, per chi segue le evoluzioni del mercato, non arriva come un fulmine a ciel sereno: il marchio di Hangzhou ha già messo radici solide in Moto2, Moto3 e nel campionato britannico BSB. Ma l’Isola di Man è un’altra storia.
Per chi mastica pane e asfalto, il TT non è semplicemente una gara: è un rito iniziatico su 60 chilometri di strade pubbliche trasformate in una pista senza via di fuga. Qui non bastano potenza e coraggio. Servono memoria, concentrazione e una capacità di adattamento che pochi circuiti al mondo sanno esigere. Ed è proprio in questo contesto che CFMOTO ha deciso di fare il suo ingresso, scegliendo la categoria Sportbike, una classe ancora in fase di definizione ma destinata a crescere.
Una moto già vista in pista, ma il TT è un altro pianeta
La base di partenza è la 675SR-R, una sportiva di media cilindrata che nella versione stradale eroga circa 95 cavalli. Una moto che, almeno sulla carta, punta a coniugare accessibilità e prestazioni, due qualità che potrebbero rivelarsi preziose anche in gara. Non si parte da zero, va detto: la 675SR-R ha già accumulato chilometri nei campionati europei e nel BSB, con risultati che hanno lasciato intravedere un potenziale interessante.
Ma il TT è un salto quantico. Le rivali, del resto, non scherzano: Yamaha R7, Kawasaki Ninja 650 e altre specialiste della categoria sono avversarie consolidate, abituate a lottare su un terreno dove ogni errore si paga carissimo. Per questo, il 2026 sarà soprattutto un anno di apprendistato. CFMOTO lo sa bene: la categoria Sportbike deve ancora trovare un equilibrio regolamentare, spesso in ombra rispetto alle più affermate Supertwin, e il debutto servirà più a raccogliere dati che a inseguire podi.
Piloti esperti per una sfida senza rete
Per affrontare una gara così complessa, il costruttore cinese ha scelto due piloti con un bagaglio di esperienza specifico. Shaun Anderson è un volto noto tra i road racer, con diverse partecipazioni al TT e una conoscenza del tracciato che farà da bussola nello sviluppo della moto. Al suo fianco, Jamie Cringle: pilota dell’Isola di Man, conosce l’ambiente e può garantire quella continuità che, in una gara come questa, vale oro.
Non è una scelta casuale. Al TT, più che altrove, l’esperienza conta quanto la velocità pura. E avere due piloti che sanno dove stringere i denti e dove invece gestire può fare la differenza tra un debutto dignitoso e una débâcle.
Cosa significa per il motociclista italiano
L’ingresso di CFMOTO al TT va letto in una prospettiva più ampia. Il marchio sta investendo nelle competizioni per rafforzare la propria immagine e sviluppare tecnologia da trasferire ai modelli di serie. Per il pubblico italiano, abituato a vedere le moto cinesi con un certo scetticismo, questa mossa potrebbe rappresentare un punto di svolta. La 675SR-R è già disponibile sul nostro mercato, e un buon risultato al TT – o anche solo una presenza credibile – potrebbe contribuire a sfatare qualche pregiudizio.
Non è un caso che CFMOTO abbia scelto proprio il Tourist Trophy come vetrina. Il TT è un banco di prova estremo, dove si misura la solidità di un progetto, non solo la velocità. E per un costruttore che punta a crescere, non c’ve miglior biglietto da visita che uscire dall’Isola di Man con la testa alta.
Il 2026 sarà un anno di transizione, di studio e di adattamento. Ma se il debutto sarà promettente, la strada per un futuro competitivo potrebbe essere più breve del previsto.
