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Addio a Mert Lawwill del leggendario trio di On Any Sunday

Mert Lawwill, l'ultimo sopravvissuto del leggendario trio di On Any Sunday, è scomparso. Con lui si chiude simbolicamente l'epopea iniziata nel 1971 con Steve McQueen e Malcolm Smith.

Addio a Mert Lawwill del leggendario trio di On Any Sunday

L’addio a Mert Lawwill: si chiude l’epopea del trio leggendario di “On Any Sunday”

Il mondo del motociclismo perde un’altra delle sue icone più autentiche. Come riportato da Moto.it, Mert Lawwill, l’ultimo sopravvissuto del leggendario trio protagonista del capolavoro cinematografico On Any Sunday, ci ha lasciati. Con la sua scomparsa, si chiude simbolicamente un cerchio aperto nel 1971: Lawwill raggiunge ora Steve McQueen e Malcolm Smith, riunendo idealmente quella formazione che, grazie al genio di Bruce Brown, trasformò il motociclismo da sottocultura di nicchia a fenomeno di massa globale.

Nato nel 1940 a Boise, Idaho, Lawwill non fu solo una star del documentario cult. Prima di tutto, fu uno dei piloti più forti e metodici della sua epoca. Nel 1969, conquistò il prestigioso titolo AMA Grand National, la massima onorificenza del motociclismo americano, difendendo i colori della Harley-Davidson. Un traguardo che, per i lettori italiani abituati ai successi di Agostini o alle imprese di Pignatelli, rappresenta l’equivalente di un titolo mondiale conquistato su circuiti di terra battuta, dove la fisica del flat track impone un equilibrio precario tra derapata e controllo.

L’uomo che trasformò la polvere in scienza

A differenza di molti colleghi dell’epoca, Mert era noto per il suo approccio quasi scientifico alle corse. Non si limitava a guidare: progettava, modificava e perfezionava personalmente telai e sospensioni, cercando sempre quel vantaggio tecnico che potesse compensare i rischi del Flat Track. Un’attitudine che oggi definiremmo “ingegneria applicata”, ma che negli anni Settanta era pura avanguardia. Per i motociclisti italiani, abituati a vedere piloti come Roberto Gallina o Virginio Ferrari lavorare a fianco dei meccanici, la figura di Lawwill rappresenta un archetipo: quello del pilota-progettista, capace di leggere la pista come un foglio bianco e di riscriverne le regole con chiave inglese e saldatrice.

Nel film di Bruce Brown, Lawwill incarnava il professionismo puro. Mentre Malcolm Smith rappresentava la gioia del fuoristrada e Steve McQueen la passione della celebrità, Mert mostrava al pubblico la fatica, la polvere e la determinazione necessarie per difendere il numero 1 sulla tabella della propria moto. La sua stagione del 1970, segnata da guasti meccanici e sfortuna, fu seguita dalle telecamere di Brown, offrendo uno sguardo senza filtri sulle sfide umane e tecniche di un pilota di alto livello. Una lezione che ancora oggi riecheggia nei paddock italiani: la differenza tra un campione e un fuoriclasse sta nella capacità di cadere e rialzarsi con lo stesso ardore.

L’eredità oltre la pista: mountain bike e protesi

La carriera di Lawwill subì una battuta d’arresto nel 1977 a causa di un grave disturbo all’orecchio interno che ne compromise l’equilibrio. Ma il suo genio non rimase inattivo. Si dedicò alla progettazione, diventando un pioniere nel mondo delle mountain bike – celebre il suo telaio Lawwill DH – e sviluppando protesi specifiche per permettere ai piloti che avevano perso un arto di continuare a gareggiare. Un contributo che, per il mercato italiano dove il fuoristrada è una passione radicata (basti pensare al successo di modelli come la Beta RR o la KTM EXC), ha aperto strade che oggi sembrano scontate ma che all’epoca erano rivoluzionarie.

La sua morte segna la scomparsa dell’ultimo dei “tre moschettieri”. Resta però un’eredità indelebile: ogni volta che un appassionato sale in sella per una corsa nel fango o in pista, c’è un po’ dello spirito di Lawwill. Colui che ha dimostrato che il motociclismo è, allo stesso tempo, una scienza esatta e un atto d’amore puro. Per i motociclisti italiani, abituati a confrontarsi con normative europee sempre più stringenti e a cercare l’essenza della guida su strade di campagna o sterrati di collina, la figura di Mert Lawwill rimane un faro: la dimostrazione che la passione per le due ruote non conosce confini di tempo o di geografia, ma si nutre di metodo, dedizione e, soprattutto, di cuore.

Fonte originale

https://www.moto.it/news/addio-a-mert-lawwill-si-ricongiunge-il-leggendario-trio-di-on-any-sunday.html
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