Alpi Piemontesi in moto: quattro salite d’alta quota da non perdere

C’è un Piemonte che pochi conoscono, fatto di strade che si arrampicano oltre i duemila metri, tra pascoli, rocce e confini che sembrano disegnati a mano. Secondo quanto diffuso da Insella, quattro itinerari raccontano il lato più estremo della regione: passi altissimi, sterrati storici e salite che cambiano completamente carattere a ogni valle. L’idea è sempre la stessa – salire in quota – ma ritmi, fondi e prospettive si trasformano da una strada all’altra.
Se siete in cerca di avventure in sella, ecco cosa vi aspetta.
Colle dell’Agnello (2.744 m): il gigante d’asfalto
Partiamo dal re indiscusso. Il Colle dell’Agnello è il passo asfaltato più alto del versante italiano e uno dei più elevati d’Europa. Collega la Val Varaita con il confine francese del Queyras, e la sua salita è un capolavoro di progressione: lunga, regolare, senza strappi improvvisi. I tornanti si susseguono con una continuità che porta rapidamente in ambiente d’alta montagna, mentre il paesaggio si apre progressivamente su scenari sempre più spogli e ampi.
In quota, il valico segna un passaggio netto tra due versanti alpini molto diversi. La sensazione è quella di trovarsi su una vera linea di confine naturale, più che su una semplice strada di collegamento. Per chi vuole un itinerario concreto, si parte da Saluzzo, si segue la SP589 in direzione Sampeyre, attraversando la suggestiva Valle Varaita, poi si prosegue sulla SP105 fino a Chianale, l’ultimo centro abitato prima del colle. Da lì, una lunga sequenza di tornanti porta fino in vetta. Sono circa 60 km di asfalto puro, impegnativi per la quantità di curve e per la progressiva quota.
Colle del Nivolet (2.612 m): la strada che entra nel parco
Il Colle del Nivolet è una delle strade più particolari del Piemonte alpino, perché non nasce per attraversare, ma per entrare. La salita dalla Valle Orco conduce direttamente all’interno del Parco del Gran Paradiso, fino a raggiungere uno degli altopiani più alti e isolati accessibili su asfalto. Il tracciato si sviluppa tra tornanti e lunghi tratti panoramici che accompagnano verso i bacini artificiali in alta quota. Salendo, il contesto cambia radicalmente: il traffico si dirada, la vegetazione si fa sempre più rada e il paesaggio assume un carattere quasi sospeso.
L’itinerario consigliato parte da Ivrea, si imbocca la SS565 fino a Cuorgnè, poi si prosegue sulla SP460 attraversando Ceresole Reale e costeggiando il Lago di Ceresole. Da qui la strada continua a salire progressivamente fino al colle, che nei mesi estivi risulta chiuso al traffico nei fine settimana. Il percorso è di circa 80 km, su strade interamente asfaltate e dal forte carattere panoramico. Un consiglio: pianificate la gita in settimana o informatevi sulle chiusure, perché il Nivolet è un’esperienza che merita di essere vissuta senza fretta.
Strada dei Cannoni: il crinale tra due valli
Chiudiamo con un’altra perla, la Strada dei Cannoni. Ex strada militare, corre lungo il crinale tra la Valle Maira e la Valle Varaita. Non è asfaltata, non è per tutti, ma per chi ama lo sterrato storico è una delle esperienze più autentiche delle Alpi piemontesi. Il fondo è impegnativo, la quota è elevata e il panorama è a 360 gradi su montagne che sembrano scolpite nel cielo. Meglio affrontarla con una moto da enduro o una adventure ben equipaggiata, e con la giusta prudenza: i tratti esposti non perdonano distrazioni.
Quattro strade, quattro modi diversi di vivere l’alta quota. La salita continua e lineare dell’Agnello, l’altopiano sospeso del Nivolet, la sfida della Strada dei Cannoni. A voi la preferita.
