Bosch, da 30 anni all’avanguardia nei sistemi di sicurezza per le motociclette
La kermesse milanese, da sempre vetrina d'eccellenza per il mondo delle due ruote, quest'anno ha offerto un palcoscenico speciale per celebrare un impegno trentennale nel campo della sicurezza motociclistica. Stiamo parl
La kermesse milanese, da sempre vetrina d'eccellenza per il mondo delle due ruote, quest'anno ha offerto un palcoscenico speciale per celebrare un impegno trentennale nel campo della sicurezza motociclistica. Stiamo parlando di Bosch, la multinazionale tedesca che, per l'occasione, ha voluto ripercorrere la sua lunga strada al fianco degli appassionati, a partire dall'introduzione dell'ABS per le moto e le sue continue, vitali, evoluzioni. Ma non solo: lo sguardo è già rivolto al futuro, con le ultime novità pensate per migliorare l'esperienza di guida connessa.
Trent'anni fa, l'introduzione dell'Anti-lock Braking System (ABS) sulle motociclette segnò una vera e propria rivoluzione. Fino ad allora, il bloccaggio delle ruote in frenata era una delle principali cause di cadute, specialmente in condizioni di scarsa aderenza o per reazioni inaspettate del pilota. L'ABS di Bosch ha cambiato le carte in tavola, permettendo ai motociclisti di frenare con maggiore decisione e sicurezza, mantenendo il controllo del mezzo. Da quel momento, il sistema non ha mai smesso di evolversi. Siamo passati da versioni basilari a sistemi sempre più sofisticati, come l'ABS Cornering, capace di modulare la frenata anche in curva, o l'integrazione con il controllo di trazione e la gestione della coppia motore.
Per i motociclisti italiani, l'importanza di questi sistemi è palpabile e ormai inscindibile dalla pratica della guida. Non a caso, a partire dal 2017, la normativa europea ha reso obbligatorio l'ABS sulle nuove motociclette di cilindrata superiore a 125cc e sui ciclomotori di cilindrata superiore a 50cc. Una decisione che ha avuto un impatto diretto e significativo sulla sicurezza stradale nel nostro Paese, contribuendo a ridurre drasticamente il numero di incidenti gravi. L'ABS, di fatto, è diventato un angelo custode elettronico, che interviene quando l'aderenza è precaria o quando una manovra d'emergenza richiede la massima efficacia senza compromettere la stabilità. Guidare su strade bagnate, sconnesse o in situazioni di panico non è più sinonimo di rischio estremo come un tempo, grazie a questa tecnologia che, nel tempo, è diventata sempre più raffinata e meno invasiva.
Ma Bosch non si ferma qui. Se la sicurezza attiva è stata il fulcro degli ultimi decenni, il presente e il futuro sono sempre più proiettati verso la guida connessa. Le ultime novità presentate alla kermesse milanese, infatti, puntano a migliorare l'interazione tra motociclista, veicolo e ambiente circostante. Immaginate sistemi di infotainment integrati, navigazione intelligente, chiamate d'emergenza automatiche (eCall, già presente su alcuni modelli e sempre più diffuso), o la possibilità di ricevere informazioni sul traffico e pericoli in tempo reale. Questi progressi non solo elevano il livello di comfort e praticità, ma contribuiscono indirettamente anche alla sicurezza, riducendo le distrazioni e fornendo al pilota un quadro più completo della situazione.
L'impegno di Bosch, dunque, prosegue su più fronti: da un lato, l'affinamento costante dei sistemi di sicurezza passiva e attiva, dall'altro, l'esplorazione di nuove frontiere per rendere l'esperienza in sella più ricca, intuitiva e, naturalmente, più sicura. Tre decenni di innovazione hanno lasciato un'impronta indelebile nel mondo delle due ruote, e le promesse per il futuro sono altrettanto entusiasmanti.
Fonte originale: Corriere.it Motori


