Cardo e HJC Presentano lo Spirit: l’Interfono si Integra nel Casco
Il mondo della comunicazione tra motociclisti compie un passo avanti in termini di pulizia estetica e funzionalità. Secondo quanto riportato da Ultimate Motorcycling, HJC e Cardo Systems hanno sviluppato congiuntamente lo Spirit, un sistema di interfono Bluetooth progettato specificamente per integrarsi in 11 modelli di caschi HJC delle gamme RPHA, F e i. L’obiettivo è chiaro: abbandonare i voluminosi aggeggi aftermarket che sporgono dal guscio per abbracciare una soluzione che sparisce letteralmente nel casco.
Design Integrato e Prezzo Competitivo
La novità principale dello Spirit risiede nel suo approccio costruttivo. Invece di montare un’unità universale all’esterno del casco, il sistema viene integrato direttamente nella calotta dei modelli compatibili, garantendo un’installazione pulita e un profilo estremamente basso. Per il motociclista italiano attento all’estetica e all’aerodinamica, questo significa niente più antiestetiche protuberanze laterali che fischiano a velocità autostradali.
Il prezzo di listino è fissato a 150 dollari americani. Considerando che si tratta di un sistema dedicato e integrato, la cifra appare competitiva, anche se sarà interessante vedere l’effettivo prezzo al pubblico in euro una volta che il prodotto arriverà nei negozi italiani. La compatibilità è ampia all’interno del catalogo HJC: RPHA 31, RPHA 60, RPHA 71, RPHA 71C, RPHA 91, RPHA 91C, F31, F71, F71C, i71 e i91. Per chi possiede uno di questi modelli, l’upgrade è un’opzione concreta e pulita.
Specifiche tecniche: Bluetooth 5.2 e Autonomia da Turismo
Dal punto di vista tecnico, il Cardo HJC Spirit monta un modulo Bluetooth 5.2, che consente la connessione tra due motociclisti con una portata massima di circa 400 metri (un quarto di miglio). Niente mesh, quindi, ma un classico collegamento punto-punto che per molti utilizzi in coppia rimane più che sufficiente.
L’audio è affidato a speaker HD da 40 mm, con microfono disponibile sia nella versione a braccio che in quella piatta. Un dettaglio importante per chi utilizza caschi integrali o modulari: la scelta del microfono giusto può fare la differenza nella qualità della comunicazione. La certificazione IP65 garantisce una buona resistenza a polvere e acqua, aspetto non trascurabile per chi non smette di guidare nemmeno sotto un acquazzone.
L’autonomia è dichiarata in 10 ore, con una ricarica completa che richiede due ore. La ricarica rapida è particolarmente interessante: 20 minuti di attacco alla corrente bastano per ottenere due ore di conversazione. Per le giornate più lunghe in sella, lo Spirit supporta la ricarica in movimento, permettendo di collegare l’unità a una fonte di alimentazione esterna senza interrompere la funzione interfono. Un vantaggio concreto per chi affronta trasferte da nord a sud della Penisola. Da segnalare anche gli aggiornamenti firmware via etere, che eliminano la necessità di cavi e computer.
Connettività e App Cardo Connect
Sebbene lo Spirit non utilizzi il protocollo mesh, la connettività universale Bluetooth permette di abbinarlo ad altre unità Cardo, inclusi i modelli Freecom+ e Packtalk. Per le serie più datate G e Q è necessario attivare la modalità di pairing telefonico. Una buona notizia per chi viaggia in gruppo: è supportato il pairing incrociato con interfoni Midland, UClear e Sena.
Per l’uso quotidiano non è necessario uno smartphone: l’interfono funziona in modo indipendente. Tuttavia, l’app Cardo Connect consente il controllo remoto, una configurazione più rapida e gli aggiornamenti over-the-air. Attenzione: la condivisione musicale potrebbe non essere disponibile con unità Cardo più vecchie. Per gli audiofili, è presente un jack da 3,5 mm per collegare auricolari o speaker aftermarket. In alternativa, è disponibile il kit opzionale Cardo Audio Set con altoparlanti JBL da 45 mm al prezzo di 110 dollari.
In conclusione, il Cardo HJC Spirit si propone come una soluzione matura e ben pensata per chi vuole un interfono che non tradisca la linea del proprio casco. Resta da verificare la disponibilità in Italia e il prezzo finale in euro, ma le premesse per un prodotto di successo ci sono tutte.
