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Elettrico aprile 2026: mercato in positivo nel mese (+2,4%), ma quadrimestre in rosso

Ad aprile 2026 le immatricolazioni di moto e scooter elettrici in Italia segnano un +2,4%, ma il quadrimestre resta in rosso. Il mercato fatica a decollare, in attesa di nuovi incentivi.

Elettrico aprile 2026: mercato in positivo nel mese (+2,4%), ma quadrimestre in rosso

Elettrico a due ruote: aprile in positivo, ma il quadrimestre arranca. E la spina resta negli incentivi

Il mercato delle moto e degli scooter elettrici in Italia continua a viaggiare su un’altalena che sembra non trovare mai un punto di equilibrio stabile. Secondo quanto diffuso da Moto.it, che ha analizzato i dati ANCMA relativi ad aprile 2026, il mese si chiude con 1.026 unità immatricolate, segnando un timido +2,40% rispetto alle 1.002 dello stesso periodo del 2025. Un risultato che, sulla carta, è positivo. Ma se lo si confronta con il +23,25% degli scooter termici e il +3,65% delle moto a benzina, il sorriso si spegne subito.

La fotografia scattata dal portale specializzato è impietosa: il cumulato del primo quadrimestre resta in rosso, con 2.293 unità contro le 2.454 del 2025, per un passivo del -6,56%. E la causa, ancora una volta, è la stessa: l’intermittenza degli incentivi Ecobonus. Il mercato delle due ruote a batteria, in Italia, non cresce per domanda organica, ma si muove al ritmo del calendario governativo. E quando i fondi si bloccano o si esauriscono, le vendite si congelano.

Scooter e ciclomotori: il paradosso del sussidio

Il dato più emblematico arriva dal comparto dei ciclomotori e degli scooter elettrici, che rappresentano storicamente la fetta più corposa del mercato a zero emissioni. Eppure, il quadrimestre 2026 li vede in netto calo: -28,88% per i ciclomotori, -10,72% per gli scooter. Il motivo? La dipendenza quasi patologica dagli incentivi, come sottolinea l’analisi di Moto.it. A febbraio si è registrato un crollo verticale del -50,87%, seguito da un rimbalzo parziale a marzo (+8,86%) e da un aprile appena positivo. Il problema è strutturale: quando lo Stato apre i rubinetti, la domanda si accende; quando li chiude, si spegne. Il cliente, in questo bailamme, resta confuso e spesso rimanda l’acquisto, finendo per danneggiare proprio il segmento che si vorrebbe sostenere.

È un paradosso che conosciamo bene: gli incentivi, pensati per dare slancio, finiscono per creare un effetto yo-yo che disorienta concessionari e utenti. Il risultato è un mercato che non decolla mai davvero, inchiodato a numeri che, in valore assoluto, restano marginali.

Moto elettriche: il fuoristrada tira, ma su basi microscopiche

Se c’è un segmento che mostra una dinamica diversa, è quello delle moto elettriche. Nel quadrimestre, le immatricolazioni sono volate a 342 unità, con un incremento del +271,74% rispetto alle 92 dello stesso periodo del 2025. Una crescita che fa impressione, ma che va letta con cautela: si parte da numeri talmente bassi che qualsiasi aumento percentuale appare fragoroso.

La novità interessante, come riporta Moto.it, è che questa crescita non è trainata dagli incentivi. I modelli più venduti in questo segmento sono prevalentemente fuoristrada e non rientrano agevolmente nelle categorie coperte dall’Ecobonus. La domanda, quindi, sembra avere una natura più strutturale, legata all’arrivo di nuovi modelli sul mercato e a un pubblico che inizia a guardare all’elettrico per scelta, non per sussidio.

A confermarlo è un comunicato di Talaria, che fornisce dati di dettaglio sul primo trimestre 2026. Nel Q1, le moto elettriche immatricolate in Italia sono state circa 237 unità. La classifica per brand vede al primo posto la nuova Talaria Komodo con 91 immatricolazioni, seguita dalla Stark Varg con 58 e dalla Zero Motorcycles FX con 9. Tre modelli, tre enduro, che insieme coprono circa i due terzi del segmento. Come sottolinea la fonte, pur rivolgendosi a clienti parzialmente diversi, tutte e tre confermano una tendenza: il fuoristrada elettrico è l’unico comparto in cui si intravede qualcosa che assomiglia a una transizione reale.

Un mercato spaccato in due, con una lezione da imparare

La fotografia scattata da Moto.it è chiara: il mercato elettrico delle due ruote in Italia è spaccato in due blocchi con logiche opposte. Da un lato, scooter e ciclomotori, che funzionano come mercati sussidiati, con una domanda che si attiva solo quando l’incentivo è disponibile e si congela appena i fondi si esauriscono. Dall’altro, le moto elettriche off-road, che mostrano una crescita legata all’allargamento dell’offerta commerciale e alla capacità dei nuovi modelli di intercettare una domanda genuina.

È ancora un mercato piccolo, in numeri assoluti, ma è l’unico in cui si intravede una transizione che non sia puramente statistica. La lezione per chi governa è semplice: per far decollare l’elettrico su due ruote, non bastano gli incentivi a singhiozzo. Serve una strategia che punti sull’offerta, sull’infrastruttura e sulla chiarezza normativa. Altrimenti, il rischio è di restare intrappolati in un eterno rimbalzo, senza mai fare sul serio.

Fonte originale

https://www.moto.it/news/elettrico-aprile-2026-mercato-in-positivo-nel-mese-24-ma-quadrimestre-in-rosso.html
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