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Il primo scooter che sta in piedi da solo non è giapponese

Per anni abbiamo guardato con curiosità e un pizzico di scetticismo i prototipi dei colossi giapponesi: moto capaci di restare in equilibrio da sole grazie a complessi sistemi di gestione dei pesi. Tuttavia, mentre Honda

Il primo scooter che sta in piedi da solo non è giapponese

Per anni abbiamo guardato con curiosità e un pizzico di scetticismo i prototipi dei colossi giapponesi: moto capaci di restare in equilibrio da sole grazie a complessi sistemi di gestione dei pesi. Tuttavia, mentre Honda e Yamaha continuavano a sperimentare, il sorpasso è arrivato da dove meno ce lo si aspettava. A bruciare tutti sul tempo è Omoway, una startup di Singapore fondata da Todd He (già co-fondatore del colosso dell'auto elettrica XPeng), che ha presentato ufficialmente l'OMO X: il primo scooter elettrico autobilanciante al mondo pronto per la produzione di serie.

Tecnologia spaziale applicata alla città

Il segreto dell'OMO X risiede nel Control Moment Gyroscope (CMG), un giroscopio ad alta precisione derivato direttamente dalle tecnologie utilizzate per stabilizzare i satelliti in orbita. A differenza dei sistemi visti in passato, il CMG di Omoway è in grado di generare una coppia correttiva istantanea, permettendo allo scooter di rimanere perfettamente verticale anche da fermo e, cosa ancora più impressionante, senza il pilota a bordo.

Ma non si tratta solo di equilibrio fisico. Il sistema è gestito dall'architettura OMO-ROBOT, un cervello elettronico che integra telecamere, sensori e un software di reinforcement learning che "impara" dalle condizioni stradali. Questo pacchetto tecnologico, denominato HALO Pilot, offre funzionalità che fino a ieri sembravano fantascienza: cruise control adattivo, assistenza attiva in curva, frenata d'emergenza e persino una funzione di "richiamo" che permette allo scooter di raggiungere il proprietario autonomamente, come una sorta di assistente personale su due ruote.

Un design modulare pluripremiato

L'estetica dell'OMO X non è passata inosservata, tanto da aver già conquistato l'iF Design Award 2026. Il look è futuristico, dominato dalle "Saberlights", una firma luminosa a LED che corre lungo il frontale. Molto interessante è l'approccio alla versatilità: lo scooter è modulare. Sostituendo i pannelli della carrozzeria, l'OMO X può trasformarsi da classico scooter urbano a pedana piatta a una versione sportiva, fino a una configurazione GT per i viaggi più lunghi, completa di valigie laterali.

Sotto la carrozzeria, i dati dichiarati parlano di un mezzo concreto per la mobilità moderna: l'autonomia si attesta intorno ai 200 km (ciclo WMTC), mentre la velocità massima supera i 110 km/h, rendendolo adatto non solo al traffico cittadino ma anche ai trasferimenti autostradali.

Cosa cambia per il motociclista?

L'impatto pratico di una tecnologia simile è enorme, specialmente per la sicurezza attiva. Eliminare il rischio di caduta a bassa velocità o durante le manovre di parcheggio (che l'OMO X esegue automaticamente con un tasto) è un punto di svolta per i neofiti e per chi utilizza le due ruote nel caotico traffico urbano.

Sebbene i dati su potenza e prezzo non siano ancora stati ufficializzati, sappiamo che il lancio commerciale partirà dall'Indonesia alla fine di maggio 2026. Per quanto riguarda l'Europa e l'Italia, l'attesa resta alta: un mezzo del genere richiederebbe probabilmente una revisione degli standard di omologazione, ma aprirebbe le porte della mobilità su due ruote a una platea vastissima di utenti finora frenati dal timore di gestire il peso del veicolo.

Fonte: InSella

Fonte originale

https://www.insella.it/news/il-primo-scooter-che-sta-piedi-da-solo-non-giapponese-74203
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