Anche le leggende devono fare i conti con il codice della strada, e questa volta a farne le spese è uno dei personaggi più iconici e amati del motociclismo mondiale: Guy Martin. L'ex basetta più veloce del Tourist Trophy, oggi celebre volto televisivo e recordman di velocità, è stato colpito da una sospensione della patente di guida per sei mesi. Un'ironia della sorte quasi beffarda per chi ha intitolato il suo programma di successo proprio "Speed with Guy Martin".
Secondo quanto riportato da un recente approfondimento di Moto.it, il quarantenne britannico è incappato nelle rigide maglie della legge inglese dopo essere stato colto in flagrante per eccesso di velocità in due distinte occasioni in sella alla sua Honda. In Inghilterra, il sistema dei punti è implacabile: il raggiungimento o il superamento della soglia dei 12 punti comporta automaticamente il divieto di condurre veicoli, la cosiddetta "disqualification".
I dettagli delle infrazioni: quando il limite non è un'opinione
Le violazioni che hanno portato al provvedimento restrittivo non sono avvenute in un unico momento, ma sono il risultato di due episodi documentati dai rilevatori elettronici. La prima infrazione risale al 15 luglio dello scorso anno, quando Martin è stato sorpreso a viaggiare a 74 km/h su un tratto della A50, nei pressi di Leicester, dove vige il limite di 64 km/h (le canoniche 40 miglia orarie britanniche).
Il secondo episodio, decisamente più pesante in termini di sanzione, è avvenuto il 19 marzo scorso sulla A43 a Brackley. In quel tratto, interessato dai lavori per l'alta velocità HS2, il limite temporaneo era fissato a 80 km/h; i rilevatori hanno però immortalato la Honda di Martin a 125 km/h. Come riportato dalla fonte Moto.it, la pratica è stata gestita attraverso la "Single Justice Procedure", una procedura semplificata che ha portato alla risoluzione del caso presso il tribunale di Loughborough con un'udienza privata.
Nonostante la fama e il carisma, Martin non ha cercato scappatoie legali né ha contestato il provvedimento invocando la "exceptional hardship" (ovvero la condizione di grave difficoltà che la perdita della patente potrebbe causare). L'ex pilota ha ammesso le proprie responsabilità, accettando la sospensione di sei mesi e pagando un totale di 1.329 sterline tra sanzione pecuniaria, spese legali e sovrattasse.
Riflessioni tra paddock e strada: il rigore britannico
Per i motociclisti italiani, abituati a un sistema di sanzioni che spesso prevede margini di tolleranza o iter burocratici differenti, il caso Martin offre uno spunto di riflessione interessante sulla severità delle normative nel Regno Unito. Se in Italia il superamento dei limiti può portare al ritiro immediato del documento solo in casi di eccessi gravi (oltre i 40 o 60 km/h rispetto al limite), nel sistema anglosassone è la cumulatività dei punti a non lasciare scampo, indipendentemente dalla natura del veicolo o dalla carriera del conducente.
Guy Martin, che per 14 anni ha sfidato la morte lungo le 37 miglia del Mountain Course collezionando ben 17 podi al TT senza mai centrare il gradino più alto, si ritrova ora appiedato proprio su quelle strade pubbliche che lo hanno reso una star. Non ci sono stati sconti, né trattamenti di favore per l'ex meccanico di camion diventato eroe delle Road Races. Un segnale forte da parte delle autorità del Northamptonshire e del Leicestershire: sulla strada, anche chi è abituato a gestire velocità folli in totale controllo deve rispettare le regole comuni. Per i prossimi sei mesi, la velocità di Guy Martin dovrà restare confinata esclusivamente ai circuiti chiusi o ai suoi ambiziosi progetti di record.
