Un milione di sterline per una MV Agusta 500: Hailwood e Agostini scrivono la storia all’asta di Stafford
Quando lo scorso febbraio moto.it aveva annunciato la messa all’asta della MV Agusta 500 quattro cilindri del 1965, telaio e motore numero 1109, gli appassionati avevano già capito di trovarsi di fronte a un pezzo unico. Unico, sì, ma nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo del genere. Il weekend del 25 e 26 aprile, allo Staffordshire County Showground, la Spring Stafford Sale di Bonhams ha riscritto le regole del collezionismo motociclistico mondiale. Il martello è caduto a 967.000 sterline (commissioni incluse), equivalenti a oltre 1,1 milioni di euro. Quasi sei volte la stima ufficiale di 160.000-220.000 sterline. E più del doppio della valutazione fatta da Giacomo Agostini in persona, che qualche mese fa, interpellato dal nostro Nico, aveva dichiarato: “Vale da 400.000 euro a mezzo milione”. Per una volta, il buon Ago si è sbagliato di grosso.
Una provenienza da leggenda
Il segreto di questo risultato stratosferico? La provenienza, o come dicono gli anglosassoni, la provenance. La moto è autenticata come ex-works della stagione 1965, l’ultima della serie quattro cilindri prima del passaggio alla tre cilindri. Fu in quell’anno che Mike Hailwood conquistò il suo quarto titolo mondiale consecutivo nella classe 500, mentre un giovane Giacomo Agostini esordiva in MV chiudendo secondo in classifica. Il lotto Bonhams descriveva la moto come “ex Hailwood/Agostini”, ma lo stesso Agostini, in febbraio, l’aveva riconosciuta come propria grazie a due dettagli inequivocabili: il nastro sulle manopole e il colore della sella. A ulteriore conferma, la moto era stata acquistata direttamente dalla fabbrica nel 1986 da un altro mostro sacro, John Surtees, che la portò in parata in tutto il mondo prima che nel 2005 passasse all’attuale collezione privata all’estero. Hailwood, Agostini, Surtees: tre nomi che da soli valgono un’intera epopea del motociclismo italiano e mondiale.
Il mercato delle due ruote da sogno
Nemmeno il secondo lotto di punta dell’asta ha deluso le aspettative. La Suzuki RG500 (XR14) del 1977, quella con cui Barry Sheene vinse il titolo mondiale in sella al Texaco Heron Team, ha raggiunto quota 506.000 sterline, circa 590.000 euro. Anche in questo caso, una cifra ben oltre le attese. Il totale combinato dei due lotti ha sfiorato 1,5 milioni di sterline, quasi 1,75 milioni di euro in un solo weekend. Un risultato che, secondo quanto riportato da moto.it, conferma una tendenza ormai chiara: quando la provenienza è autentica e i nomi in gioco appartengono al pantheon delle corse, le stime degli esperti diventano quasi irrilevanti. Il collezionista giusto, con il portafoglio adeguato, non guarda il prezzo.
Per il mercato italiano, queste cifre rappresentano un segnale importante. Le moto storiche di alto profilo, in particolare quelle legate ai grandi campioni del passato, stanno diventando un vero e proprio bene rifugio, al pari di auto d’epoca e opere d’arte. E se in Italia la passione per le due ruote è radicata come in pochi altri paesi, non è detto che un giorno un esemplare simile non possa tornare a far battere il cuore degli appassionati nostrani, magari in un museo o in una collezione privata.
Il fortunato proprietario della MV Agusta 500 avrà gettato il cuore oltre l’ostacolo unicamente per passione oppure avrà visto l’opportunità di un investimento? Ai posteri il compito di scoprirlo. Di certo, Stafford 2025 resterà negli annali come il weekend in cui una moto italiana ha dimostrato di valere un milione di sterline. E non è finita qui: il mercato del collezionismo motociclistico, come si dice in questi casi, è ancora tutto da scrivere.
