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Barcellona la città che mette le moto davanti a tutti

Tra il 2026 e il 2027 Barcellona attuerà un piano per migliorare la sicurezza stradale dei motociclisti, con nuove zone avanzate ai semafori e infrastrutture dedicate.

Barcellona la città che mette le moto davanti a tutti

Barcellona ha deciso di mettere la sicurezza e la fluidità del traffico motociclistico al centro delle proprie politiche urbane, annunciando un ambizioso piano di interventi concreti che prenderanno il via tra la fine del 2026 e il 2027. Questo approccio innovativo, che mira a migliorare significativamente l'esperienza di chi si sposta in moto a Barcellona, offre spunti significativi e solleva importanti riflessioni per il contesto motociclistico italiano. Secondo quanto diffuso da Insella.it, la città catalana sta implementando cento nuove zone avanzate ai semafori, attenuatori d'urto specificamente progettati per l'ambiente urbano e una segnaletica riflettente potenziata. Un pacchetto di misure che riconosce il ruolo cruciale delle due ruote nella mobilità cittadina, valorizzando il 16,5% di veicoli a combustione rappresentato dalle moto.

Barcellona moto: le Zone Avanzate raddoppiano e gli attenuatori urbani

La misura di punta del pacchetto di interventi presentato dalla vicesindaco Laia Bonet, e frutto del lavoro dell'Observatori de la Motocicleta – un tavolo permanente che unisce Comune, utenti, associazioni di categoria e vittime della strada – riguarda l'incremento delle ZAM, le Zone Avanzate per Moto. Attualmente presenti in 52 incroci, principalmente nella rete dell'Eixample, queste aree dedicate prima della linea di arresto permettono ai motociclisti di posizionarsi in sicurezza e partire per primi, aumentando la loro visibilità. Entro la fine del 2026, la segnaletica esistente verrà rifatta, e nel corso del 2027 se ne aggiungeranno altre cinquanta, concentrate sugli assi di Carrer d'Aragó e Gran Via de les Corts Catalanes, portando il totale a cento ZAM. Questa iniziativa mette in luce una differenza sostanziale con la realtà italiana: da noi, lo strumento della "casa avanzata" è previsto dal Codice della Strada dal 2020, ma è riservato esclusivamente alle biciclette. A suo tempo si discusse di estenderla anche alle due ruote a motore, ma la proposta non ebbe seguito. A Barcellona, invece, la moto è chiaramente riconosciuta come parte integrante e fondamentale del traffico. Il secondo intervento, di grande interesse tecnico e innovazione per la sicurezza dei motociclisti a Barcellona, è la sperimentazione di sei attenuatori d'urto progettati specificamente per l'ambiente urbano. A differenza dei sistemi autostradali, calibrati per energie d'impatto ben superiori, questi nuovi dispositivi sono stati ingegnerizzati per assorbire urti fino a 50 km/h, la velocità tipica delle aree urbane, e sono ottimizzati per proteggere chi viaggia in moto. La loro installazione è prevista entro la fine del 2026, in punti critici dove le carreggiate si biforcano o sono presenti separatori in cemento, come agli accessi dei tunnel di Glòries e Lesseps e sulla ronda del General Mitre. La fase di sperimentazione si estenderà per tutto il 2027, monitorando l'efficacia di queste soluzioni all'avanguardia.

Barcellona moto: visibilità potenziata e il modello da seguire

Barcellona moto: visibilità potenziata e il modello da seguire

Il terzo capitolo delle misure adottate dalla città per i motociclisti riguarda l'estensione dei delineatori riflettenti in giallo fluorescente. Già testati con successo durante i lavori del tunnel della Rovira, questi elementi verranno ora impiegati in due contesti distinti. Il primo ambito sono i cantieri stradali, dove avranno il compito di rendere più visibili le barriere New Jersey e i separatori provvisori, a partire dalla Ronda de Dalt, tra le uscite 5 e 6. Il secondo e più singolare impiego riguarda l'arredo urbano permanente, una scelta che denota una profonda consapevolezza dei pericoli latenti: si ammette che anche un'isola spartitraffico installata da decenni può diventare un rischio se non percepita in tempo utile. Il primo banco di prova per questa applicazione sarà Plaça Tetuan, dove verranno installati sulle isole pedonali ai lati della Gran Via. Queste iniziative complessive di Barcellona non sono solo un insieme di soluzioni puntuali, ma rappresentano un modello di governance partecipativa. La presenza di un Observatori de la Motocicleta, un organismo permanente che discute e produce delibere, dimostra come il dialogo costante tra amministrazione e collettività possa tradursi in interventi concreti ed efficaci. Questa struttura collaborativa, sostenuta dalla Direzione generale del traffico spagnola, è la vera chiave di volta che consente a Barcellona di posizionarsi come un punto di riferimento europeo nella gestione e nella promozione della sicurezza per chi si muove su due ruote.

Per il motociclista italiano, il caso di Barcellona rappresenta ben più di una semplice notizia dall'estero: è un monito e, al tempo stesso, una fonte di ispirazione. Mostra chiaramente come una città possa non solo riconoscere, ma attivamente valorizzare il ruolo della moto nella mobilità urbana, investendo in sicurezza e infrastrutture dedicate. Le soluzioni adottate, sebbene con tempistiche definite tra fine 2026 e tutto il 2027, dimostrano una visione lungimirante che da noi è ancora in gran parte da costruire, soprattutto riguardo alle ZAM. È un modello che le nostre amministrazioni dovrebbero studiare attentamente per un futuro più sicuro e fluido sulle due ruote. Continua a seguire MotoPaddock.it per tutti gli aggiornamenti sulle politiche urbane e la sicurezza motociclistica.

Fonte originale

https://www.insella.it/news/barcellona-citta-che-mette-moto-davanti-tutti-77039
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