Bologna riparte con la "Città 30": limite a 30 km/h e prime multe già in azione

Bologna riparte con la "Città 30": limite a 30 km/h e prime multe già in azione

Bologna torna ufficialmente a rallentare, e questa volta lo fa con il supporto di un apparato sanzionatorio già pienamente operativo. Dopo lo stop imposto dal Tar nei mesi scorsi, il capoluogo emiliano riaccende i motori

MPRedazione MotoPaddock
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Bologna torna ufficialmente a rallentare, e questa volta lo fa con il supporto di un apparato sanzionatorio già pienamente operativo. Dopo lo stop imposto dal Tar nei mesi scorsi, il capoluogo emiliano riaccende i motori – o meglio, li spegne parzialmente – dando il via alla seconda fase del progetto "Città 30". Un provvedimento che non riguarda solo la segnaletica, ma che ridisegna profondamente la circolazione urbana su una vasta porzione del territorio comunale.

Secondo quanto riportato dai colleghi di Moto.it, l'operazione è scattata formalmente lunedì 20 aprile con l'entrata in vigore di 22 ordinanze comunali. Queste disposizioni hanno reimpostato il limite di velocità a 30 km/h su ben 258 chilometri di strade cittadine, capillarmente diffuse in tutti i quartieri. Non si tratta di una novità assoluta, quanto di una conferma: i tratti interessati sono gli stessi che erano già stati oggetto del precedente piano, ora validati da un'istruttoria tecnica più dettagliata per rispondere alle osservazioni dei giudici amministrativi.

Pattuglie in strada e prime sanzioni: il bilancio dell'avvio

Il sindaco Matteo Lepore ha chiarito fin dalle prime ore l'intenzione di non concedere deroghe, annunciando controlli serrati per garantire il rispetto dei nuovi limiti e ridurre l'incidentalità urbana. L'impatto è stato immediato. Dalle ricostruzioni fornite da Moto.it, durante la sola mattinata di avvio la Polizia Locale ha dispiegato undici pattuglie su diversi varchi cittadini.

Il bilancio operativo parla di quattordici verbali complessivi legati all'eccesso di velocità: sei automobilisti sono stati multati per aver superato il limite dei 30 km/h, mentre altri otto viaggiavano oltre i 50 km/h in tratti dove il limite non era stato variato. Tra i casi documentati spicca quello di un pensionato di 71 anni, sanzionato in via Azzurra mentre procedeva a 41 km/h. Un superamento di soli 11 km/h che, al netto delle tolleranze, è costato caro in termini di sanzione e ha sollevato, come prevedibile, un coro di proteste da parte degli oppositori politici, che definiscono la misura una "forzatura ideologica" rispetto a quanto previsto dal Codice della Strada.

Infrastrutture e sicurezza: cosa cambia per chi va in moto

L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione non è solo punitivo, ma strutturale. Il piano prevede infatti circa 100 interventi di "moderazione del traffico" volti a rendere fisicamente difficile superare i limiti imposti. Per i motociclisti, questo si traduce in una trasformazione del piano viabile: sono in arrivo 60 "cuscini berlinesi" (particolari dossi quadrati che non occupano l'intera carreggiata), attraversamenti pedonali rialzati, dossi e marciapiedi ampliati. A questi si aggiungono 30 display luminosi con funzione di dissuasori.

Dal punto di vista pratico, per chi si muove su due ruote, la "Città 30" rappresenta una sfida non indifferente. Se da un lato l'abbassamento della velocità mira a ridurre la gravità degli impatti – tema sensibilissimo per l'utenza vulnerabile dei motociclisti – dall'altro la gestione del mezzo a velocità così ridotte richiede un'attenzione costante alla fluidità di marcia e alla segnaletica orizzontale, che diventerà sempre più invasiva.

Il progetto bolognese si inserisce in un trend europeo di "Vision Zero" che vede molte capitali del continente adottare provvedimenti simili. Resta da capire se la riqualificazione degli spazi urbani, promessa attraverso l'inserimento di nuove aree verdi e alberature, basterà a stemperare le tensioni tra chi vede in queste zone un progresso per la sicurezza e chi, invece, le percepisce come un ostacolo alla mobilità quotidiana.

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