
Patente di guida: sempre più bocciati all'esame di teoria
Ottenere la patente di guida in Italia non è più la formalità di un tempo. Se per generazioni il "foglio rosa" ha rappresentato il primo vero passaporto verso la libertà, i dati relativi al 2025 delineano un panorama dec
Ottenere la patente di guida in Italia non è più la formalità di un tempo. Se per generazioni il "foglio rosa" ha rappresentato il primo vero passaporto verso la libertà, i dati relativi al 2025 delineano un panorama decisamente più complesso e selettivo. Secondo quanto analizzato dai colleghi di InSella.it, l'anno appena trascorso ha fatto registrare numeri record per quanto riguarda l'affluenza alle motorizzazioni, ma con un risvolto amaro: la percentuale di bocciati è in netto aumento.
Nel 2025, oltre 2,2 milioni di aspiranti conducenti si sono presentati agli esami, generando un volume complessivo di oltre 2,3 milioni di prove. Si tratta del dato più alto degli ultimi vent’anni, segno che la voglia di mobilità individuale – che si tratti di auto o, soprattutto, delle amate due ruote – rimane fortissima. Tuttavia, solo il 73,3% dei candidati (circa 1,7 milioni) ha superato l’esame, mentre oltre 618.000 persone hanno dovuto incassare una bocciatura. Rispetto al 2019, il tasso di idoneità è sceso di ben sei punti percentuali, confermando un trend di maggiore severità del sistema.
Lo scoglio della teoria: dove si fermano i futuri centauri
Il vero "nemico" dei candidati non è la prova su strada, bensì l’esame di teoria. I dati riportati da InSella.it sono emblematici: il 38% di chi affronta i quiz viene respinto. Quasi quattro persone su dieci si fermano davanti ai monitor delle Motorizzazioni Civili prima ancora di poter toccare un manubrio o un volante. Al contrario, la prova pratica appare molto più accessibile, con una percentuale di bocciati che scende drasticamente al 14,6%.
Le ragioni di questo divario sono molteplici. Da un lato, si riscontra una crescente difficoltà generale nella comprensione dei testi e dei quesiti logici. Dall'altro, emerge un fattore demografico strutturale: circa il 20% dei candidati (oltre 230.000 persone) è nato all’estero. Per questa fascia di utenza, la barriera linguistica trasforma i tecnicismi dei quiz in un ostacolo spesso insormontabile, influenzando pesantemente la statistica nazionale. Per un motociclista, questo significa che la preparazione teorica – fondamentale per la sicurezza stradale e la conoscenza delle norme di precedenza – sta diventando il filtro principale per l'accesso alla strada.
Un’Italia spaccata tra Nord e Sud
L’analisi territoriale rivela differenze geografiche profonde, quasi come se esistessero due nazioni diverse sotto il profilo del conseguimento della patente. La Sardegna detiene il primato negativo con il 36,4% di bocciati, seguita a ruota dalla Provincia Autonoma di Trento (33,7%) e dalla Liguria (32,3%). In alcune province del Nord e del Centro, come Grosseto, Savona o Bolzano, la severità ai quiz rasenta il 50%, rendendo l'esame teorico una vera e propria lotteria per molti.
Il Sud Italia offre invece un quadro opposto. La Sicilia è la regione con il maggior numero di promossi, con solo il 18,6% di bocciature, seguita da Puglia e Calabria. In province come Messina, Ragusa ed Enna, oltre l’80% dei candidati ottiene la patente al primo colpo. Il dato più sorprendente riguarda la prova pratica: in territori come Enna o Messina, i bocciati alla guida sono meno del 3%, una quota irrisoria rispetto alle medie nazionali o a province come Sassari e Cagliari, dove la severità rimane alta in entrambe le fasi dell'esame. Questo divario riapre inevitabilmente il dibattito sull'uniformità dei criteri di valutazione tra le diverse Motorizzazioni d'Italia, un tema che tocca da vicino chiunque si appresti a conseguire una patente A o B.
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