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20.000 appassionati ad ASI Motoshow 2026. Moto, leggende, e cultura motociclistica di scena a Varano

20.000 appassionati, 698 piloti e oltre 800 moto hanno invaso l'autodromo di Varano per ASI MotoShow 2026, un trionfo di storia e passione motociclistica.

20.000 appassionati ad ASI Motoshow 2026. Moto, leggende, e cultura motociclistica di scena a Varano

20.000 anime in pista: ASI MotoShow 2026 a Varano, un trionfo di storia e passione

C’è un posto, nel cuore della Motor Valley emiliana, dove il rombo dei motori non è solo un suono, ma un racconto che attraversa decenni di storia. Quel posto è l’autodromo Riccardo Paletti di Varano de' Melegari, e lo scorso weekend si è trasformato nel palcoscenico della 23esima edizione di ASI MotoShow. Come riportato da Moto.it, il bilancio è da capogiro: 20.000 appassionati, 698 piloti e oltre 800 moto iscritte hanno invaso il paddock e la pista, regalando un fine settimana di pura essenza motociclistica.

Non è solo una fiera, non è solo una gara. ASI MotoShow è un’esperienza totalizzante, un tuffo in un passato che torna a vivere tra le curve di un tracciato che sa di leggenda. E quest’anno, a rendere l’edizione ancora più speciale, c’era un anniversario importante: il sessantesimo compleanno dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI), la Federazione che da sei decenni custodisce e promuove il patrimonio motoristico del nostro Paese.

Parata di stelle e moto da brivido

Se c’è un momento che ha fatto trattenere il fiato ai presenti, è stata la parata finale. Un concentrato di talento puro, con campioni del calibro di Alvaro Bautista in sella alla Desmosedici GP06, la stessa con cui Troy Bayliss vinse il titolo mondiale nel 2006 a Valencia. Un’immagine che da sola vale il prezzo del biglietto. Ma con lui, a condividere il tracciato e i ricordi, c’erano autentiche icone del motociclismo mondiale: Eugenio Lazzarini, Pierpaolo Bianchi, Carlos Lavado, Benedicto Caldarella, Gianfranco Bonera, Jean François Baldé e Raymond Roche, primo iridato Ducati in Superbike. Nomi che hanno scritto pagine indelebili della nostra storia sportiva.

Il Presidente ASI Alberto Scuro ha commentato con entusiasmo la riuscita dell’evento, sottolineando come “una chiusura in grande stile confermi la tradizione del nostro evento in una edizione ancora più significativa, perché cade nel sessantesimo anniversario della Federazione”. E ha aggiunto un dato che fa riflettere: la presenza di appassionati sempre più giovani, attratti da un collezionismo accessibile e dalla possibilità di toccare con mano la storia.

Mostre, restauri e rarità: un museo a cielo aperto

Oltre alla pista, il paddock era un caleidoscopio di meraviglie meccaniche. Tra le mostre tematiche, impossibile non citare quelle dedicate a Ducati (che festeggiava il centenario), Yamaha e Honda. Ma la vera anima dell’evento erano le moto dei privati, autentici gioielli spesso introvabili. Come ci tiene a ricordare Moto.it, tra le tante chicche spiccava la Norton rotativa guidata nelle road race da Robert Dunlop, un pezzo di storia del motociclismo irlandese.

Una menzione speciale va alla Squadra Corsa ASI “Ducartist”, ormai un appuntamento fisso, affiancata da “World Classic Racing Bikes” e “Laverda”. Ma la sorpresa più emozionante è stata la prima partecipazione della BMW K100 RT della RAI, l’unica rimasta tra quelle utilizzate negli anni ’90 per le riprese televisive in movimento. Restaurata da ASI e rimessa su strada, è stata addirittura “rievocata” in pista, regalando un tuffo nella memoria collettiva di chiunque abbia seguito il motociclismo in quegli anni.

Perché ASI MotoShow è (anche) un investimento culturale

In un’epoca in cui il nuovo sembra dominare, eventi come questo dimostrano che la moto d’epoca non è solo nostalgia, ma un patrimonio culturale vivo. ASI MotoShow si inserisce perfettamente nel contesto della Motor Valley, un territorio che unisce eccellenze motoristiche, enogastronomiche e paesaggistiche. Per un motociclista italiano, partecipare significa non solo ammirare moto uniche, ma anche vivere un weekend che sa di comunità, di storie condivise e di passione autentica.

Se vi siete persi l’edizione 2026, non disperate: lo spirito di Varano resta acceso tutto l’anno, e le 20.000 anime che hanno affollato il paddock sono la prova che la moto, quella vera, non passerà mai di moda. Come scrive Moto.it, per vivere tutta l’emozione dell’evento, stanno preparando un video. Noi, nel frattempo, ci portiamo a casa il rumore di quelle 800 moto in pista. Un suono che, per chi ama le due ruote, è semplicemente musica.

Fonte originale

https://www.moto.it/news/20-000-appassionati-ad-asi-motoshow-2026-moto-leggende-e-cultura-motociclistica-di-scena-a-varano.html
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