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Dunlop CIV 2026, Mugello. ESCLUSIVO - Simone Folgori (FMI): "Il nuovo regolamento SBK è abbastanza centrato, sono contento del rumore che abbiamo fatto a Misano"

Simone Folgori analizza il nuovo regolamento SBK tra luci e ombre al Mugello, dopo il dominio di Delbianco a Misano. Michele Pirro firma la pole provvisoria.

Dunlop CIV 2026, Mugello. ESCLUSIVO - Simone Folgori (FMI): "Il nuovo regolamento SBK è abbastanza centrato, sono contento del rumore che abbiamo fatto a Misano"

Dunlop CIV 2026, Mugello: Simone Folgori (FMI) analizza il nuovo regolamento SBK tra luci e ombre

Il Dunlop CIV 2026 fa tappa al Mugello, e il circuito toscano si appresta a scrivere il secondo capitolo di una stagione che ha già acceso gli animi. Dopo il dominio assoluto di Alessandro Delbianco a Misano, dove il campione in carica su Yamaha R1 ha vinto entrambe le manche e conquistato la pole, il rettilineo del Mugello potrebbe riservare sorprese. Nella prima giornata di prove, infatti, è Michele Pirro su Ducati Panigale V4 a firmare la pole provvisoria, mentre Delbianco accusa un secondo di ritardo, scivolando al settimo posto. Un segnale che, come sottolineato da Simone Folgori, Coordinatore della Direzione Sportiva FMI, conferma come il nuovo regolamento stia già ridisegnando gli equilibri.

Un regolamento “abbastanza centrato”: il punto di Folgori

Secondo quanto diffuso da Moto.it, il nuovo regolamento della Superbike italiana, basato su una formula Production Bike unica, è stato approvato all’unanimità dai costruttori lo scorso marzo e ha debuttato ufficialmente a Misano a fine aprile. Le misure principali sono chiare: un price cap sulle componenti ciclistiche e l’introduzione del Balance Of Performance (BOP) per livellare le prestazioni tra i vari modelli. Già prima del round inaugurale, Ducati Panigale V4 e Aprilia RSV4 110 RR sono state penalizzate con un aumento di 2,5 kg del peso minimo e un taglio di 250 giri motore al minuto. Inoltre, la centralina unica è stata abolita, sostituita da kit elettronici con un tetto di spesa prestabilito.

Folgori, intervistato da Moto.it, si è detto soddisfatto della direzione intrapresa: “Il nuovo regolamento SBK è abbastanza centrato, sono contento del rumore che abbiamo fatto a Misano”. Tuttavia, ha riconosciuto che i valori in campo potrebbero ribaltarsi proprio al Mugello, un tracciato dalle caratteristiche differenti rispetto al Misano World Circuit. E i primi riscontri, con Pirro davanti e Delbianco in difficoltà, sembrano dargli ragione. Non tutti, però, hanno accolto le novità con entusiasmo: Michele Pirro si è lamentato apertamente durante il primo appuntamento, criticando le restrizioni che hanno colpito la sua Ducati.

Il dilemma della Moto3: una fucina di talenti a secco

L’analisi di Folgori non si è limitata alla Superbike. La classe Moto3 del CIV, storicamente un vivaio di campioni come Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio, vive un momento di crisi. In questo 2026, gli iscritti sono appena dieci. Un dato che preoccupa, soprattutto per un campionato che ha sempre rappresentato il trampolino di lancio verso il mondiale. Folgori, pur non entrando nei dettagli delle cause, ha lasciato intendere che la situazione merita una riflessione approfondita. Il rischio è che, senza un ricambio generazionale solido, il futuro del motociclismo italiano possa perdere quella linfa che ha alimentato le ultime generazioni di piloti.

Cosa cambia per i piloti e le squadre italiane?

Per i team e i piloti del CIV, il nuovo regolamento impone un ripensamento strategico. Il price cap sulle componenti ciclistiche e il BOP rendono la competizione meno legata al budget e più alla capacità di mettere a punto la moto entro parametri stringenti. L’eliminazione della centralina unica, sostituita da kit elettronici con un limite di spesa, rappresenta una sfida tecnica notevole: chi saprà adattarsi meglio a queste restrizioni potrebbe trovare un vantaggio competitivo, come sembra stia facendo Pirro al Mugello.

Per i motociclisti italiani che seguono il campionato, queste novità significano gare più equilibrate e imprevedibili, dove il talento del pilota e l’intelligenza del team contano più del portafoglio. Resta da vedere se il BOP riuscirà a mantenere la promessa di uno spettacolo più avvincente senza penalizzare eccessivamente i costruttori più performanti. Le prossime tappe, a partire dal Mugello, daranno le prime risposte concrete.

Fonte originale

https://www.moto.it/civ/-115.html
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