Michele Pirro vince al Mugello e zittisce i critici: “Il curriculum parla per me”
Il secondo round del Dunlop CIV 2026 in scena al Mugello sta regalando emozioni e, soprattutto, una risposta netta a chi aveva già iniziato a scommettere sul declino del “Re” del Campionato Italiano. Dopo un weekend di Misano dominato da Alessandro Delbianco e dalla sua Yamaha R1, il circuito toscano ha visto un pronto riscatto di Michele Pirro e della Ducati Panigale V4. Il dieci volte campione italiano ha letteralmente dettato legge, imponendosi in ogni sessione disputata e vincendo Gara 1 con un margine abissale. Una prova di forza che, come riportato da moto.it, ha riacceso i riflettori su un pilota che non ha intenzione di passare in secondo piano.
Una qualifica da record, a un passo dalla storia
L’aria del Mugello sembra avere un effetto speciale su Michele Pirro. Già autore del record assoluto della pista nel 2018, il portacolori del Garage51 By DTO ha sfiorato l’impresa di superare sé stesso. Nelle qualifiche del sabato, Pirro è stato l’unico pilota capace di scendere sotto il muro dell’1’50”, fermando il cronometro sull’1’49”965. Un tempo che lo ha proiettato in pole position e che dista appena cinque decimi dal suo leggendario all-time lap record. “Sono contento della velocità che ho dimostrato questa mattina in qualifica, non era scontato riuscirci”, ha dichiarato Pirro in conferenza stampa, lasciando intendere una punta di rammarico per non aver battuto il suo stesso primato: “Il mio record del 2018 è ancora imbattuto, pensavo di batterlo ma evidentemente la vecchiaia ha influito”, ha aggiunto con un sorriso.
In Gara 1, la superiorità del pilota pugliese è stata ancora più evidente. Partito dalla pole, Pirro ha costruito un vantaggio incolmabile, rifilando quasi quattro secondi e mezzo al rivale Delbianco, giunto secondo al traguardo. Una vittoria in solitaria che ribalta completamente le gerarchie viste a Misano, dove era stata la Yamaha R1 a dettare legge. La domanda che aleggiava nel paddock alla vigilia del weekend – se la R1 potesse essere competitiva anche su un tracciato veloce come il Mugello – ha trovato una risposta secca: no, almeno per ora. La Ducati Panigale V4 e il suo pilota di punta si sono riconfermati i favoriti assoluti.
Le frecciate ai critici e la filosofia del “lunedì”
Oltre alla prestazione in pista, a tenere banco sono state le dichiarazioni a caldo di Pirro, che non ha nascosto un certo fastidio per le critiche ricevute dopo il round di Misano. Dopo aver conquistato la pole, il pilota Ducati aveva accennato a un presunto “mancato rispetto” da parte di qualcuno. Interrogato in conferenza stampa, ha voluto chiarire il concetto, senza però fare nomi.
“In generale, nelle ultime settimane dopo Misano ne ho sentite tante”, ha spiegato Pirro, come riportato dalla fonte originale. “Ma come mi diceva una persona quando ho iniziato la mia carriera motociclistica, ciò che conta è la classifica del lunedì. A parlare sono le classifiche, non serve nient’altro”. Un messaggio chiaro e diretto, che suona come una replica a chi forse aveva già iniziato a scrivere il suo epitaffio sportivo. “Quelli che parlano magari sono un po’ invidiosi o lo fanno per altri motivi, ma è il curriculum che conta”, ha proseguito il pilota, rivendicando con orgoglio la sua storia.
“Un pilota può vincere un campionato, una gara oppure cinque, ma se legge il curriculum di Michele Pirro c’è scritto che gareggio dal 2000, stando tra i più veloci. Qui al Mugello ho lottato per la pole position anche in MotoGP. Girare di nuovo in 1’49 otto anni dopo, con due figlie, mi rende felice. Il resto lo lascio agli altri, quello che dovevo dimostrare l’ho fatto”. Parole che sanno di sfida e di consapevolezza, quelle di un veterano che a 40 anni continua a divertirsi e a essere protagonista, senza dover più dimostrare nulla a nessuno.
Il duello con Delbianco e il futuro del CIV
Il confronto tra Pirro e Delbianco si conferma il tema centrale di questo Dunlop CIV 2026. A Misano, il pilota della Yamaha R1 era stato inavvicinabile, dominando qualifiche e gare. Sul bagnato o sull’asciutto, Delbianco aveva imposto il suo ritmo, lasciando a Pirro il ruolo di “primo degli inseguitori”, con due terzi posti e il titolo di primo pilota Ducati al traguardo. Al Mugello, lo scenario si è completamente capovolto.
Pirro, dal canto suo, ha voluto stemperare i toni, sottolineando il rispetto per i suoi avversari. Alla domanda se il suo pensiero fosse cambiato rispetto a Misano, ha risposto di desiderare “più riguardo nei confronti delle case che investono”, ma ribadendo “pieno rispetto per Delbianco e per gli altri avversari”. Un equilibrio tra la grinta del campione e la signorilità di chi ha visto tanto asfalto scorrere sotto le ruote.
Per gli appassionati italiani, questo duello rappresenta il meglio del motorsport tricolore: da un lato l’esperienza e la velocità pura di Pirro, dall’altro la freschezza e l’aggressività di Delbianco. Il Campionato Italiano Velocità si conferma un palcoscenico di altissimo livello, dove il confronto tra Ducati e Yamaha tiene banco e dove le gerarchie possono cambiare da un weekend all’altro. Il Mugello ha parlato chiaro: il “Professore” è tornato, e la sua lezione è stata severa.
