
Jason Chinnock, CEO Ducati North America, in gara con una Ducati 450 R/T Desmo del 1971
Il CEO di Ducati North America, Jason Chinnock, ha partecipato al Biltwell 100 gareggiando con una classica Ducati 450 R/T Desmo del 1971, confermando la storica vocazione off-road del brand.
In un momento storico in cui Ducati sta riscrivendo le proprie coordinate tecniche e commerciali, passando dalla velocità pura dei cordoli alla polvere dei campi da cross, c’è chi ha deciso di sporcarsi le mani nel senso più letterale del termine. Jason Chinnock, CEO di Ducati North America, ha recentemente dimostrato che l'off-road per Borgo Panigale non è solo una strategia di marketing, ma una passione che affonda le radici nella storia stessa del brand.
Chinnock è sceso in pista personalmente durante il Biltwell 100, una celebre competizione nel deserto californiano, in sella a una splendida Ducati 450 R/T Desmo del 1971. Non si è trattato di una semplice operazione d'immagine: il manager ha portato in gara un pezzo di storia restaurato da lui stesso, sottolineando il legame indissolubile tra l'eredità del marchio e le nuove ambizioni nel segmento motocross e supercross.
Un restauro "Retromod" tra storia e performance
La scelta della 450 R/T Desmo non è casuale e richiama un'epoca d'oro per il motociclismo d’oltreoceano. Come evidenziato nel report di Moto.it, l'ispirazione per questo progetto nasce dalla storica vittoria Ducati alla Baja 500 del 1969 con una Scrambler 350. Quel successo spinse l'allora importatore americano, Berliner Motors, a richiedere un modello specifico per l'off-road: nacque così la 450 R/T (Real Thoroughbred), uno dei primi tentativi seri di Ducati di conquistare le competizioni nel deserto.
Il progetto di Chinnock, iniziato a fine gennaio, ha trasformato la moto d’epoca in un "retromod" competitivo. Se l’estetica mantiene le linee classiche che fanno battere il cuore ai collezionisti italiani, la sostanza tecnica è stata aggiornata per resistere alle sollecitazioni moderne. Il motore è stato completamente revisionato da Rich Lambrechts di DesmoPro, integrando affinamenti derivati dall'esperienza agonistica. La ciclistica ha visto l'adozione di cerchi Excel, forcella anteriore Race Tech e ammortizzatori posteriori G3-S, mentre lo scarico in titanio firmato FMF Racing regala una voce contemporanea al monocilindrico desmodromico. A completare il pacchetto, componenti di eccellenza come la bulloneria Pro-Bolt in titanio e pneumatici Pirelli Scorpion Mid-Hard XC, un riferimento assoluto per chi pratica enduro e cross nel nostro Paese.
Autenticità desmodromica nel deserto
Partecipare alla classe Dual Shock (riservata a moto prodotte tra il 1971 e il 1990) non è stata una passeggiata di salute. La gara di Chinnock è stata segnata da quegli imprevisti che ogni regolarista conosce bene: un problema alla candela durante il primo giro e, successivamente, una foratura causata da una pozza di fango nascosta che ha portato a piegare leggermente la forcella. Nonostante le difficoltà , il CEO ha completato la prova, dimostrando una resilienza che rispecchia lo spirito del nuovo corso Ducati.
Secondo quanto riportato da Moto.it, Chinnock ha commentato l'esperienza sottolineando che per farsi accettare nel competitivo mondo dell'off-road statunitense servono vittorie, ma che la partecipazione autentica sia il primo passo fondamentale. Per i motociclisti italiani, questa notizia conferma la serietà dell'impegno di Borgo Panigale nel fuoristrada: non si tratta solo di produrre nuovi modelli come la Desmo450 MX, ma di recuperare e onorare un DNA che, pur essendo rimasto sopito per decenni, è oggi più vivo che mai. Vedere un top manager affrontare pietre e sabbia con una moto del 1971 è il miglior biglietto da visita possibile per una casa che si appresta a sfidare i giganti del settore nelle competizioni mondiali.
Fonte originale


