Aprilia 850 MotoGP 2026: De Luca fa chiarezza, “Non sarà una rivoluzione, perderemo un secondo al giro”
Il futuro della MotoGP si tinge di grigio? O forse solo di un diverso tipo di racing. Mentre il circus si prepara al grande salto verso la cilindrata 850 per il 2026, le prime voci dai box iniziano a delineare un quadro più realistico di quello che ci aspetta. A parlare chiaro è Marco De Luca, ingegnere di Aprilia con un passato in Formula 1, che ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti sulla nuova moto di Noale. Secondo quanto diffuso da Moto.it, De Luca ha smorzato gli entusiasmi eccessivi, parlando di un futuro che, per certi versi, potrebbe essere più lento e complesso di quanto si pensi.
Un secondo in meno: il conto salato della nuova cilindrata
“Quando togli 40 o 50 cavalli, poi recuperarli con un motore termico è difficile… C’è anche il discorso gomme, per me si poteva ottenere lo stesso risultato in altri modi”, ha dichiarato senza giri di parole l’ingegnere. La nuova 850, che ha già esordito in pista a Jerez con il collaudatore Lorenzo Savadori, non sarà una bacchetta magica. Anzi, secondo De Luca, il prezzo da pagare in termini di prestazioni sarà concreto: “Credo che i tempi saranno superiori nell’ordine del secondo”.
Un secondo al giro è un abisso, in MotoGP. Significa stravolgere le gerarchie, ripensare le strategie di gara e, per i piloti, adattarsi a un nuovo modo di guidare. De Luca ha spiegato che il concetto della moto rimane lo stesso, ma cambieranno peso, distribuzione delle masse, rigidezze e raffreddamento. “Non vedo però una rivoluzione epocale, ma sarà un esercizio per portare qualcosa di diverso”, ha aggiunto, quasi a voler preparare i tifosi a un cambiamento più graduale che traumatico.
Un confronto a Brno, ma con cautela
Uno dei momenti clou per capire lo stato dell’arte sarà il primo test collettivo a Brno, il primo vero confronto diretto tra i team. Ma anche qui, De Luca invita alla prudenza: “Nei primi test nessuno scoprirà le sue carte fin dall’inizio. Bisognerà essere capaci di interpretare gli altri e quello che stanno facendo. A Brno non avremo ancora tutte le cose pronte, saremo in pieno sviluppo”.
Un approccio pragmatico, che sa di chi ha già vissuto sfide simili in F1. La nuova moto è ancora in fase embrionale e, come sottolinea l’ingegnere, le gomme saranno un fattore chiave ancora tutto da scoprire. “Le gomme sono sconosciute, dovremo scoprirle. Avremo un veicolo diverso per peso e per la sua distribuzione, dovremo essere molto attenti nelle simulazioni e andare nella giusta direzione, quando sbagli strada lo scopri sempre troppo tardi”, ha avvertito.
La RS-GP 2025 come trampolino, non come ostacolo
Un punto cruciale sollevato da De Luca riguarda il rapporto tra la moto attuale, la RS-GP 2025, e il progetto futuro. La casa di Noale ha una base solida e vincente, ma questo potrebbe essere un vantaggio o un ostacolo? “Avere una buona moto quest’anno ci aiuta a bilanciare correttamente le risorse fra i due progetti”, ha spiegato l’ingegnere. Aprilia non ha intenzione di sacrificare il presente per il futuro: “Sono sicuro che tutti stiano spingendo come dannati. Poi magari ci sarà chi sacrificherà un pochino il 2026 per concentrarsi sull’anno prossimo. Ma noi no, noi spingiamo dappertutto senza trascurare nulla”.
Uno sforzo notevole, che non riguarda solo il motore. La perdita di cavalli, ha chiarito De Luca, non farà perdere importanza all’aerodinamica. Anzi, la renderà ancora più cruciale. “Perdi cavalli dunque i target di alcuni comportamenti aerodinamici devono cambiare, non sarà una semplice trasposizione dalla 1000 alla 850. Però i fondamentali come resistenza, carico, bilanciamento e sensibilità vengono sviluppati con la stessa attenzione”, ha specificato.
Per un appassionato italiano, questo significa che il 2026 non sarà l’anno del “tutto facile”. Le nuove moto, con meno potenza e un peso diverso, richiederanno un adattamento profondo. La perdita di un secondo al giro, se confermata, potrebbe rendere le gare più tirate e strategiche, ma anche meno spettacolari in termini di velocità pura. La sfida per Aprilia, e per tutti i costruttori, sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e affidabilità, in un contesto normativo che, per certi versi, sembra voler rallentare la corsa verso prestazioni sempre più estreme. Il debutto a Brno sarà il primo vero banco di prova.
