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MotoGP 2026. GP di Spagna. Lorenzo Savadori dopo l'incidente con Toprak Razgatlioglu: "Avevo la nausea, non riuscivo a guidare. Con Marco Bezzecchi e Jorge Martín c'è stima reciproca"

Lorenzo Savadori, dopo l'incidente con Toprak Razgatlioglu nella Sprint Race del GP di Spagna, ha raccontato di aver sofferto di nausea e vertigini. Nonostante tutto, la priorità resta lo sviluppo della RS-GP.

MotoGP 2026. GP di Spagna. Lorenzo Savadori dopo l'incidente con Toprak Razgatlioglu: "Avevo la nausea, non riuscivo a guidare. Con Marco Bezzecchi e Jorge Martín c'è stima reciproca"

Savadori fa il punto dopo l'incidente con Toprak: “Nausea e vertigini, ma la priorità è lo sviluppo della RS-GP”

Il lunedì di test sul circuito di Jerez de la Frontera ha offerto spunti interessanti per il futuro dell’Aprilia in MotoGP, ma anche l’occasione per fare chiarezza sulle condizioni fisiche di Lorenzo Savadori. Il test rider della Casa di Noale, infatti, è stato protagonista di un brutto incidente durante la Sprint Race del GP di Spagna, quando è stato coinvolto in una caduta con Toprak Razgatlioglu. Un colpo violento che lo ha costretto al ritiro nella gara della domenica, ma che non gli ha impedito di salire in sella per la consueta giornata di test post-gara.

Come riportato da moto.it, Savadori ha parlato a cuore aperto con i cronisti presenti, raccontando le difficoltà fisiche incontrate: “Ieri mi ha dato fastidio non riuscire a correre, avevamo fatto un bel lavoro e avevamo un buon passo. Avevo la nausea e non riuscivo a guidare”. Parole che descrivono un quadro clinico delicato, tipico di chi ha subito un colpo violento. “Oggi va meglio – ha proseguito – sicuramente andrà a migliorare perché fortunatamente non mi sono rotto niente, che è la cosa più importante visto l’impatto grosso. Però non sono al 100%”.

Nonostante il dolore e il malessere, il pilota romagnolo ha voluto portare a termine il programma di lavoro. Una scelta di responsabilità, dettata dalla consapevolezza dell’importanza di ogni singolo chilometro in ottica sviluppo: “Cerco di completare il programma di test, perché le cose che uso durante il weekend sono già consolidate da Jorge (Martin, ndr) e Bezzecchi e oggi mi concentro su altro”.

Il lavoro di sviluppo: tra elettronica, bilanciamento e nuove direzioni

Savadori ha poi svelato i dettagli del suo lavoro in pista, confermando che il suo ruolo è tutt’altro che statico. Alla domanda su un particolare dispositivo visto sul codone della RS-GP, ha spiegato: “Sì, è un dispositivo di misurazione dinamica. Stiamo lavorando su tutte le aree della moto, non ci concentriamo solo su qualcosa in particolare”. Un approccio a 360 gradi che coinvolge elettronica, bilanciamento e configurazione generale: “Alcune cose funzionano meglio, altre peggio, quindi dobbiamo esplorare nuove direzioni”.

Il test rider ha sottolineato come il suo programma sia indipendente da quello dei piloti titolari. Mentre Jorge Martín e Marco Bezzecchi utilizzano soluzioni già collaudate nei weekend di gara, Savadori si dedica alla sperimentazione pura: “Io sto esplorando nuove cose, quindi comunque il mio programma di lavoro resta intenso. In MotoGP bisogna sempre cercare qualcosa in più. Non è semplice, a volte trovi cose migliori, a volte no, a volte devi farle funzionare”.

Un lavoro certosino, fatto di tentativi e verifiche, che ha permesso all’Aprilia di diventare la moto di riferimento in griglia. E su questo punto, Savadori non ha dubbi: “Vedere Aprilia davanti è un’emozione bellissima. È diversa rispetto a vincere”. Una soddisfazione diversa, ma non meno intensa, che nasce dalla consapevolezza di aver contribuito a creare un progetto vincente.

Il futuro è già qui: la sfida della 850 e il rapporto con Martín e Bezzecchi

L’attenzione è già proiettata verso il futuro. Mercoledì e giovedì, infatti, sono in programma i primi test con la nuova moto da 850 cc, il prototipo che anticipa la rivoluzione tecnica del 2027. Savadori, nonostante il colpo subito, si è detto fiducioso di poter essere in sella: “È stata una botta che ha coinvolto tutto il corpo, ma più passano i giorni meglio sto. Con un po’ di riposo starei ancora meglio, ma sicuramente mercoledì e giovedì starò meglio di oggi e comunque già oggi riesco a fare tutto il lavoro in programma”.

Alla domanda se provi un po’ di malinconia nel lasciare le attuali 1000 cc, il pilota ha risposto con l’entusiasmo di chi ama le sfide: “No, malinconia no, perché sono sempre attratto dalle novità e mi incuriosiscono molto. È una nuova sfida e mi piace tanto. Poi è chiaro che la velocità mi piace ed è bella. La moto sta funzionando bene e come oggi in un classico lunedì, se fai performance, con questa gomma qui si possono fare tempi molto interessanti”.

Ma il vero valore aggiunto di questo progetto, secondo Savadori, è il clima che si respira all’interno del box. Il rapporto con Jorge Martín e Marco Bezzecchi è di reciproca stima: “È molto bello perché mi piace veramente tanto lavorare anche con Bez e con Jorge. C’è molta stima reciproca e spesso si provano soluzioni fidandosi del lavoro fatto, questo ha velocizzato lo sviluppo della moto e questo mi fa molto piacere”. Un trio affiatato che sta portando l’Aprilia ai vertici della MotoGP, dimostrando che la forza di un team non si misura solo dai risultati in pista, ma anche dalla capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune.

Fonte originale

https://www.moto.it/MotoGP/motogp-2026-gp-di-spagna-lorenzo-savadori-dopo-lincidente-toprak-razgatlioglu-avevo-nausea-non-riuscivo-guidare-con-marco-bezzecchi-jorge-martin-ce-stima-reciproca.html
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