SBK 2026. GP dei Paesi Bassi ad Assen. Penalizzate Ducati e bimota
SBK 2026: Assen ospita il terzo round con un nuovo regolamento tecnico. Ducati e Bimota subiscono penalizzazioni dopo Phillip Island e Portimao.

Il Campionato Mondiale Superbike si prepara ad affrontare il terzo round stagionale sul leggendario tracciato di Assen con una novità regolamentare che promette di rimescolare i valori in campo. In base al sistema di controllo delle prestazioni voluto dalla MSMA (l’associazione dei costruttori), i risultati emersi dai primi due appuntamenti di Phillip Island e Portimao hanno fatto scattare i correttivi tecnici previsti dal regolamento.
A finire sotto la lente d'ingrandimento della FIM sono state Ducati e Bimota. Al termine del cosiddetto "Checkpoint 2", le analisi dei tempi medi sul giro hanno evidenziato come entrambi i marchi abbiano superato la soglia di prestazione definita dall’articolo 2.4.3.2 del regolamento tecnico. La conseguenza immediata, che diventerà operativa proprio dal Gran Premio dei Paesi Bassi, è una riduzione del flusso di carburante pari a 0,5 kg/h per entrambi i produttori.
I nuovi numeri della griglia
Entrando nel dettaglio tecnico, la Ducati vede scendere il proprio limite di flusso da 45 a 44,5 kg/h. Per Bimota, invece, il valore passa da 46 a 45,5 kg/h. Al momento, la gerarchia dei flussi di carburante consentiti vede Honda e Yamaha in cima con 46,5 kg/h, seguite da Kawasaki a 46, Bimota a 45,5 e BMW a 45. La "Rossa" di Borgo Panigale resta dunque la moto con la limitazione più severa dell'intero schieramento.
L'impatto tecnico e il "limite invalicabile"
Per Ducati, questa sanzione rappresenta un passaggio critico. Il regolamento attuale stabilisce infatti che non si possa scendere al di sotto della soglia dei 44,5 kg/h. Questo limite è stato fissato per ragioni di sicurezza e affidabilità: un flusso di carburante ulteriormente ridotto comporterebbe uno smagrimento eccessivo della miscela, portando i propulsori V4 a surriscaldamenti pericolosi e potenziali rotture.
Questo significa che la Panigale V4 R ha raggiunto il fondo del barile in termini di penalità legate al carburante. Se le prestazioni dovessero continuare a essere ritenute eccessive nei prossimi checkpoint, la MSMA dovrà studiare forme di limitazione alternative, poiché la leva del flusso benzina non è più utilizzabile per il costruttore bolognese.
Le conseguenze per i team privati
Come spesso accade in questi casi, la preoccupazione maggiore riguarda le squadre indipendenti. Se il team ufficiale Aruba.it dispone di risorse umane, tecniche e finanziarie per ottimizzare l'elettronica e compensare la perdita di potenza, i team privati potrebbero soffrire molto di più. Per un pilota privato, trovarsi con meno "birra" nel motore senza avere i mezzi per affinare la gestione del propulsore significa perdere competitività nei confronti dei diretti avversari, rendendo la vita ancora più difficile a chi già lotta con budget ridotti.
Novità nelle categorie minori
Oltre alle restrizioni in SBK, il Checkpoint 2 ha portato conferme sul fronte delle omologazioni. Nella classe Supersport, la QJ Motor SRK 800 RS ha ricevuto il via libera definitivo, uscendo dallo stato di sospensione. Novità anche per la neonata categoria Sportbike, dove la Kove 450 RR ha superato con successo la fase 2 dell'omologazione FIM, consolidando la presenza dei marchi emergenti nel panorama internazionale.
Resta ora da vedere come la pista di Assen risponderà a questi cambiamenti. La sfida per i tecnici Ducati e Bimota sarà quella di mantenere l'efficacia ciclistica e la velocità in curva, cercando di minimizzare l'inevitabile calo di performance motoristica imposto dal nuovo limite.
Fonte: moto.it
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