SBK Olanda, Bulega detta legge anche in Superpole Race
Non accenna a placarsi la fame di vittorie di Nicolò Bulega. Nel weekend olandese del Mondiale Superbike, il pilota della Ducati ufficiale ha ribadito una superiorità che sta assumendo contorni storici. Con il succes

Non accenna a placarsi la fame di vittorie di Nicolò Bulega. Nel weekend olandese del Mondiale Superbike, il pilota della Ducati ufficiale ha ribadito una superiorità che sta assumendo contorni storici. Con il successo ottenuto nella Superpole Race di Assen, il pilota emiliano ha messo in bacheca la sua dodicesima vittoria consecutiva, portandosi a un solo passo dal record assoluto di tredici successi che appartiene a Toprak Razgatlıoğlu.
Un dominio senza precedenti
Il ritmo imposto da Bulega è stato, ancora una volta, insostenibile per il resto della griglia. Nonostante l'ombra del record imminente, il "Bulegas" ha mantenuto un approccio pragmatico, dichiarando di essere focalizzato esclusivamente sulla classifica iridata piuttosto che sui primati statistici. I numeri, però, parlano chiaro: dopo otto gare stagionali, Nicolò è a punteggio pieno, una marcia trionfale che lo vede agire come un vero e proprio rullo compressore sul campionato.
A confermare la bontà del pacchetto tecnico di Borgo Panigale ci ha pensato anche Iker Lecuona. Lo spagnolo, compagno di squadra di Bulega, ha centrato la quinta piazza d'onore consecutiva, chiudendo a 1”742 dal vincitore. Nonostante una prova solida, Lecuona ha dovuto arrendersi alla progressione del compagno di box, che ha siglato anche il nuovo record della pista in gara con un crono di 1’32.357.
La bagarre per il podio e gli inseguitori
Il podio è stato completato da un ottimo Sam Lowes. Il britannico del team Marc VDS si sta confermando come la terza forza del mondiale e, soprattutto, come il miglior pilota tra le squadre indipendenti, portando la sua Ducati "privata" costantemente nelle posizioni che contano.
Alle spalle dei primi tre, la gara è stata decisamente più movimentata. Alvaro Bautista, portacolori del team Barni, è stato protagonista di un duello serrato con Alex Lowes (Bimota), risolto a favore dello spagnolo grazie a un sorpasso magistrale nel corso del penultimo giro. Molto intensa anche la lotta per la sesta posizione, dove Xavi Vierge (Yamaha) è riuscito a spuntarla proprio sotto la bandiera a scacchi, garantendosi così la partenza dalla seconda fila in Gara 2.
La pattuglia italiana e il caso Rea
Per quanto riguarda gli altri piloti italiani, la gara ha offerto luci e ombre. Danilo Petrucci e Yari Montella hanno chiuso rispettivamente in settima e ottava posizione, separati da un solo millesimo in una volata mozzafiato. Più attardato Andrea Locatelli: dopo una partenza incoraggiante che lo aveva visto lottare nei primi cinque, il pilota della Yamaha ha perso terreno nella seconda metà di gara, chiudendo nono dopo un concitato scambio di posizioni con Remy Gardner.
Nota di cronaca per Jonathan Rea: il pluricampione nordirlandese, chiamato a sostituire l’infortunato Darren Dixon sulla Honda ufficiale, non è andato oltre la 17ª posizione. La prestazione di Rea conferma le difficoltà tecniche del progetto HRC e una condizione fisica e mentale ancora lontana dai fasti dei tempi d'oro.
Per gli appassionati italiani, questo dominio di Bulega rappresenta un segnale fortissimo: la Ducati sembra aver trovato l'erede designato di Bautista, capace di gestire la pressione e di sfruttare al 100% il potenziale della Panigale V4R. Con il campionato che sembra già indirizzato, l'attenzione si sposta ora sulla capacità degli avversari di trovare una contromisura a quello che, ad oggi, appare un binomio imbattibile.
Fonte: inSella.it
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