SBK Olanda – Sam Lowes “Ragazzi attenti che sto arrivando!”
Sam Lowes, in sella alla Ducati del team Marc VDS, ha ottenuto un solido terzo posto a Misano nel round olandese della SBK 2026, lanciando un chiaro messaggio ai rivali.

L’Università della Moto non tradisce mai e, in occasione del round olandese del Mondiale Superbike 2026, ha riconsegnato al podio uno dei talenti più cristallini e generosi del paddock: Sam Lowes. Il pilota britannico, in sella alla Ducati del team indipendente Marc VDS, ha chiuso Gara 1 con un solido terzo posto, confermandosi come il migliore tra i piloti privati e lanciando un messaggio chiaro ai rivali: per la vittoria, d’ora in avanti, bisognerà fare i conti anche con lui.
Una guida "da Moto2" che paga sul veloce
Assen è una pista speciale per Sam Lowes. È qui che lo scorso anno colse il suo primo podio nella categoria e, grazie al suo stile di guida affinato in anni di Moto2, riesce a interpretare come pochi altri le curve veloci del tracciato olandese. Durante la gara, un improvviso scroscio di pioggia ha rimescolato le carte, permettendo a Lowes di ricucire il gap sulla coppia di testa formata da Bulega e Lecuona.
Nonostante l’illusione di poter lottare per il gradino più alto, l’inglese analizza con estrema lucidità la sua prestazione: "Penso che sia il risultato giusto. Ero il terzo pilota per velocità e ritmo, probabilmente lo sono stato per tutto il weekend". Lowes ha evidenziato come la natura fluida del terzo e quarto settore di Assen giochi a suo favore, mentre deve ancora lavorare per limare i decimi persi nelle curve più lente (1, 3 e 10), dove la sua Ducati faticava a tenere il passo dei primi due.
Gestione fisica e gomme: le sfide per la domenica
Oltre ai limiti tecnici legati al set-up, Lowes ha dovuto fare i conti con l'usura della gomma anteriore nelle fasi finali della corsa, un fattore che ha frenato la sua rimonta. Tuttavia, la notizia più positiva per il pilota Marc VDS riguarda la sua condizione fisica. Alla vigilia, c'erano molti dubbi sulla tenuta delle sue braccia sulla lunga distanza, un problema comune tra i piloti Superbike (spesso legato alla sindrome compartimentale).
"La pioggia mi ha aiutato, ma non ho sofferto la fatica alle braccia quanto pensavo," ha dichiarato sollevato il pilota. Questo aspetto gli permetterà di affrontare le due gare di domenica con una serenità mentale diversa, puntando senza mezzi termini a replicare il risultato di Gara 1. L'obiettivo dichiarato è il podio, un traguardo che darebbe continuità a un progetto ambizioso.
L'impatto per gli appassionati e il peso dei team indipendenti
Per i tifosi italiani e gli appassionati della Superbike, vedere un team indipendente come Marc VDS lottare costantemente con le strutture ufficiali è una boccata d'ossigeno per il campionato. Dimostra che, con il giusto pacchetto tecnico e un pilota esperto, la distanza dai "colossi" factory non è incolmabile.
La prestazione di Lowes ad Assen non è solo una gioia per il suo team, ma è un segnale di vitalità per tutta la griglia: la Superbike resta un campionato dove il talento e la conoscenza dei circuiti possono ancora fare la differenza, anche contro le moto ufficiali. Se Lowes riuscirà a risolvere i piccoli problemi di setup nel misto stretto e a confermare la sua tenuta fisica, il finale di stagione potrebbe riservare sorprese ancora più grandi.
Fonte: inSella.it
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