Mr Crocodile BSA… le bicilindriche me le faccio da solo!

Mr Crocodile BSA… le bicilindriche me le faccio da solo!

Nel panorama motociclistico internazionale, esistono storie capaci di superare la realtà industriale per sfociare nel mito artigianale. Una di queste è quella di Doug Fraser, l’ingegnere australiano soprannominato "M

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Nel panorama motociclistico internazionale, esistono storie capaci di superare la realtà industriale per sfociare nel mito artigianale. Una di queste è quella di Doug Fraser, l’ingegnere australiano soprannominato "Mr. Crocodile BSA", che ha deciso di riscrivere la storia della gloriosa Birmingham Small Arms. Mentre il marchio, oggi di proprietà del colosso indiano Mahindra, è tornato sul mercato con una gamma di monocilindriche moderne, Fraser ha trascorso gli ultimi vent'anni a colmare un vuoto storico: creare quelle bicilindriche a V che la casa inglese non ha mai prodotto.

Proprietario della Emu Engineering e specializzato in motori elettrici industriali, il settantenne Fraser ha trasformato la sua officina in un tempio della meccanica analogica. Come riportato in un recente approfondimento di InSella.it, la sua filosofia è disarmante nella sua semplicità tecnica: un bicilindrico a V, in fondo, non è altro che una coppia di monocilindrici che condividono lo stesso basamento.

L'ingegneria del "What If": la nascita della M46 Empire Twin

Il capolavoro che ha dato il via a questa epopea è la M46 Empire Twin. Fraser è partito da una riflessione storica: la BSA produsse bicilindriche a V solo tra il 1920 e il 1938, ma si trattava di unità spesso scorbutiche e tecnicamente superate, con le molle delle valvole ancora a vista. L’australiano si è chiesto perché la casa madre non avesse mai evoluto quel concetto partendo dalla brillante monocilindrica M23 Empire Star.

La risposta è la M46, un nome che raddoppia idealmente la sigla M23. Per realizzarla, Fraser ha fuso insieme due cilindri a valvole laterali, portando la cubatura a ben 1120 cm³. Il basamento è un pezzo unico progettato e realizzato interamente da Doug, capace di armonizzare i due gruppi termici in una configurazione a V classica. Completata nel 2008 dopo oltre 1400 ore di lavoro, la moto monta un cambio Gold Star a quattro marce e una forcella a traliccio su un telaio M20 opportunamente modificato.

Dalla Gold Star alla B66: prestazioni da vera sportiva

Non meno affascinante è la B66, quella che potremmo definire la "Gold Star bicilindrica" che non abbiamo mai avuto. In questo caso, il motore da 1140 cm³ sfrutta due cilindri della BSA B33 da 500 cm³, ma con una distribuzione monoalbero a camme in testa. Secondo quanto riportato dalla fonte InSella.it, Fraser ha creato un vero "falso d'epoca" ad alte prestazioni, dotandolo di avviamento elettrico, freni a disco e forcelle moderne, pur mantenendo un'estetica impeccabile.

Le prestazioni sono sorprendenti: la B66 è accreditata di una velocità massima di 210 km/h. Nonostante la potenza, Fraser la utilizza regolarmente per lunghi viaggi, a testimonianza di una affidabilità meccanica non comune per una "special" costruita in garage. Il motore gira a soli 3000 giri quando la moto viaggia a 113 km/h, rendendola una passista instancabile per le strade australiane.

Il fascino delle "special" totali nel contesto italiano

Per un appassionato italiano, guardare alle creazioni di Emu Engineering provoca un misto di ammirazione e malinconia. Nel nostro Paese, la cultura delle "special" deve scontrarsi con una burocrazia e normative di omologazione estremamente rigide, che rendono quasi impossibile vedere circolare su strada esemplari con telai e basamenti autocostruiti come quelli di Fraser.

Tuttavia, il lavoro di "Mr. Crocodile" rappresenta la quintessenza del motociclismo: la capacità di colmare le lacune della storia industriale con l’ingegno e la passione. Mentre la BSA moderna punta su volumi produttivi e mercati globali, Doug Fraser ci ricorda che, con gli strumenti giusti e una conoscenza profonda della materia, il confine tra ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto essere è solo una questione di ore passate in officina.

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