SBK 2026. GP dei Paesi Bassi ad Assen. Nicolò Bulega: “Più difficile di quanto mi potessi aspettare” [GALLERY]
Sette su sette. Il rullino di marcia di Nicolò Bulega in questo avvio di stagione Superbike 2026 rasenta la perfezione statistica, ma la vittoria conquistata sul tracciato di Assen ha avuto un sapore decisamente diverso
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Sette su sette. Il rullino di marcia di Nicolò Bulega in questo avvio di stagione Superbike 2026 rasenta la perfezione statistica, ma la vittoria conquistata sul tracciato di Assen ha avuto un sapore decisamente diverso dalle precedenti. Tra le curve della "Cattedrale" del motociclismo, il pilota emiliano ha dovuto fare i conti non solo con gli avversari, ma anche con un meteo capriccioso e una gestione tecnica della gara molto più complessa del previsto.
Il fattore pioggia e la strategia del "gatto col topo"
A rendere la vita difficile al leader del campionato è stata soprattutto l'incertezza meteorologica. Quando le prime gocce di pioggia hanno iniziato a bagnare l'asfalto olandese, Bulega si è trovato nella posizione più scomoda: quella di chi deve tracciare la linea senza riferimenti. In quel frangente, il sorpasso subito dal compagno di squadra Iker Lecuona si è rivelato paradossalmente un vantaggio tattico.
"Quando ho visto la pioggia ho seguito l’istinto," ha spiegato Bulega a fine gara. "Inizialmente ero in difficoltà perché, essendo davanti, non avevo riferimenti. Quando Iker mi ha superato, mi sono accodato e tutto è diventato più semplice: guardavo lui per capire dove si potesse spingere." Questa fase di studio è durata finché la pista non ha iniziato ad asciugarsi, permettendo a Bulega di sferrare l'attacco decisivo negli ultimi due giri e imporre il proprio ritmo fino alla bandiera a scacchi.
Gestione gomme e feeling con la nuova Panigale
Oltre al meteo, la sfida di Assen è stata una partita a scacchi sul fronte tecnico. Il circuito olandese è noto per l'elevato stress che impone allo pneumatico anteriore, e Bulega ha rivelato di aver corso gran parte della gara con il "braccetto corto" proprio per preservare la gomma. Un dettaglio che, visto da fuori, poteva sembrare un controllo assoluto della situazione, ma che Nicolò ha descritto come una necessità per evitare cali prestazionali nel finale.
Un aspetto interessante emerso dalle dichiarazioni del pilota riguarda lo sviluppo della nuova Ducati Panigale. Nonostante il dominio, il feeling non è ancora totale: "Siamo al 95%. A differenza dell'anno scorso, non abbiamo ancora una base di setup consolidata e il venerdì dobbiamo ancora lavorare molto per trovare la quadra. Non conosciamo ancora perfettamente la moto." Per gli appassionati e i ducatisti, questo è un segnale importante: il margine di miglioramento esiste ancora, nonostante una superiorità tecnica che Bulega stesso non fatica a definire "la migliore moto del lotto".
La sfida interna con Lecuona
Il capitolo Lecuona merita una riflessione a parte. Lo spagnolo sembra essere l’unico pilota in grado di impensierire il campione in carica, merito di un talento cristallino e di un passato in MotoGP che Bulega gli riconosce apertamente. La rivalità interna sta spingendo entrambi i piloti Ducati a alzare l'asticella, un dinamica che nel motorsport spesso porta a evoluzioni tecniche accelerate a beneficio della produzione di serie.
Bulega ha ammesso che la presenza di un compagno così forte è uno stimolo fondamentale, pur confessando un piccolo peccato di presunzione nel finale: il desiderio di vedere un tempo di 1’31 sul cruscotto lo ha portato a rischiare qualcosa di troppo alla curva 1, a dimostrazione che, nonostante la classifica sorrida, la fame di prestazione pura non si placa mai.
Fonte: moto.it
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