MotoGP 2026. Più snella, senza abbassatore: Michele Pirro ha provato la MotoGP 850 cc Ducati a Misano
Michele Pirro ha testato la nuova Ducati 850cc MotoGP a Misano, anticipando le future modifiche tecniche per il 2026, inclusa l'eliminazione dell'abbassatore.

Il futuro della MotoGP ha iniziato a muovere i suoi primi, significativi passi sul circuito di Misano Adriatico. Non è un segreto che il 2027 segnerà uno spartiacque tecnico per la classe regina, ma in casa Ducati il lavoro è già entrato nel vivo. A portare al debutto la nuova Ducati 850 cc non poteva che essere Michele Pirro, l'uomo che negli ultimi dieci anni ha plasmato ogni successo della casa di Borgo Panigale.
L’occasione è arrivata durante una sessione di test organizzata da Garage51, iniziativa legata al progetto Ducati V2 Future Champ dedicato ai giovani talenti. Tuttavia, gli occhi dei presenti erano tutti per quel prototipo dalle forme diverse, più compatte e "pulite" rispetto alle attuali Desmosedici GP che dominano il mondiale.
Una rivoluzione nel segno della snellezza
Le prime sensazioni trasmesse dai test parlano di una moto visibilmente più snella. La riduzione della cilindrata da 1000 a 850 cc è solo la punta dell'iceberg di un regolamento pensato per ridimensionare le prestazioni pure in favore della sicurezza e dello spettacolo. La Ducati portata in pista da Pirro si è presentata in una configurazione che anticipa totalmente le regole del 2027: niente abbassatori (i dispositivi per variare l'altezza della moto, ormai onnipresenti) e un'aerodinamica rivista, con ali più strette di ben 5 centimetri per lato.
L’obiettivo di Dorna e dei costruttori è duplice. Da un lato, c'è la necessità impellente di garantire maggiore sicurezza: velocità di punta meno esasperate permettono di non rendere obsoleti i circuiti attuali, salvaguardando l'efficacia delle vie di fuga. Dall'altro, eliminando i dispositivi elettronici e meccanici che stabilizzano artificialmente la moto in accelerazione e frenata, si punta a restituire centralità al talento dei piloti, rendendo le moto più agili e facilitando i sorpassi.
Il fattore Pirelli e il coinvolgimento di Bulega
Un dettaglio tecnico di fondamentale importanza è stato l'utilizzo di pneumatici Pirelli durante i test. Si tratta di un passaggio chiave per lo sviluppo del prototipo, volto a capire come la nuova ciclistica reagirà alle coperture che caratterizzeranno le stagioni a venire.
Per accelerare questo processo, Michele Pirro non sarà solo. Nei prossimi mesi verrà affiancato da Nicolò Bulega. L'attuale leader del mondiale Superbike ha già firmato un contratto specifico per lo sviluppo del prototipo MotoGP. La scelta di Bulega non è affatto casuale: il pilota emiliano possiede una sensibilità unica e una profonda conoscenza delle gomme Pirelli, maturata con i successi nelle derivate di serie. Nonostante questo ruolo centrale nello sviluppo, il futuro a lungo termine di Bulega con la tuta Ducati rimane oggetto di discussione, come confermato dal suo manager Martinelli, in un mercato piloti sempre in fermento.
Cosa cambia per gli appassionati?
Per i motociclisti e i tifosi italiani, questa transizione rappresenta una promessa di gare più combattute. Una MotoGP "senza abbassatori" e con una cilindrata ridotta significa veder tornare in pista prototipi più nervosi, difficili da domare e, potenzialmente, più vicini a un'idea di guida "pura".
La riduzione della larghezza delle appendici aerodinamiche, inoltre, promette di mitigare il problema delle turbolenze che attualmente rende difficile seguire da vicino chi precede. Ducati, muovendosi d'anticipo con Pirro e Bulega, conferma la volontà di non voler cedere lo scettro tecnologico, iniziando a scrivere oggi le regole del dominio di domani.
Fonte: moto.it

